Si é appena conclusa la seduta del Consiglio Metropolitano di Messina, aperta anche agli interventi delle parti sociali, con all’ordine del giorno l’istituzione della Servizi Sociali Peloritani.


Al dibattito hanno partecipato, con diritto di parola, anche gli esponenti delle organizzazioni sindacali cittadine CGIL, CISl , UIL e FIADEL, oltre ai rappresentanti di associazioni di categoria.
I sindacati e alcuni consiglieri sono propensi a considerare l’operazione un’opportunità per migliorare i servizi – dubbiosi Felice Calabrò, Carmelo Pietrafitta e Ilenia Torre -, ma le divergenze maggiori si sono registrate sulla questione correlata al futuro del personale delle cooperative appaltatrici dei servizi sociali, che da settembre dovrebbero passare alla costituenda azienda speciale.
Tutti si sono trovati d’accordo a favore della tutela degli attuali lavoratori delle cooperative, ma con dei distinguo, riguardo agli strumenti da mettere in campo, data la controversa applicabilità della continuità lavorativa prevista dall’art. 37 del relativo CCNL.
Il punto centrale della questione è che secondo il segretario generale Rossana Carrubba e quanto contenuto nella proposta, le assunzioni della nuova società partecipata devono essere effettuate mediante selezione pubblica, cosa che per il consigliere Libero Gioveni non darebbe nessuna garanzia di continuità lavorativa.
Di tutt’altro convinto parere quello di Clara Crocé della FIADEL, secondo la quale l’azienda speciale agisce nel regime privatistico, quindi sarebbe applicabile l’art. 37 al momento della costituzione e solo in un secondo momento le assunzioni dovrebbero avvenire con procedura pubblica, come sarebbe da ultimo confermato da una recente sentenza della Corte d’Appello di Messina.
Sulla stessa posizione, il segretario CISL FP Giovanna Bicchieri, intervenuta dopo il segretario generale Antonino Alibrandi, che aveva chiesto di abbassare i toni e ricercare la soluzione ad un tavolo con le più rappresentative sigle sindacali, per l’utilizzo delle clausole sociali da applicare solo agli attuali lavoratori delle cooperative e sulle quali la CISL vigilerebbe sino all’assunzione dell’ultimo di loro nella nuova società.
Non sono invece convinti dell’assunto di Crocé. rifacendosi al parere della Carrubba, i consiglieri Gioveni, Calabrò, Pietrafitta e Torre, che chiedono chiarezza sul punto, ottenibile con la richiesta di un parere ad altro soggetto, però non ancora individuato.
Per Pietrafitta e Torre rimarrebbero anche i dubbi su regolarità contabile, copertura finanziaria ed economicità, già evidenziati nella seduta del 29 dicembre, quando la proposta é stata bocciata; perplessità però fugate dal sindaco metropolitano Federico Basile, secondo il quale tali aspetti saranno affrontati dal Consiglio quando si discuteranno i bilanci.
La proposta della CGIL é arrivata da Elena De Pasquale, che indica una soluzione ricercata in maniera concordata, mentre la proposta della UIL è giunta dal segretario FP Livio Andronico (in collegamento remoto), convinto che una garanzia di continuità lavorativa é già data dall’ampliamento dei servizi della Peloritana Servizi Sociali – sulla stessa posizione il segretario CSA Pietro Fotia – , ma deve però essere rafforzata attraverso un atto di indirizzo concordato per la procedura di selezione pubblica.
La soluzione del consigliere Domenico Santisi, passa attraverso un emendamento (in precedenza ne aveva prodotti altri) tendente ad una integrazione dell’art. 9 della bozza di contratto, al fine di privilegiare, nel rispetto delle norme, l’assorbimento degli attuali lavoratori.
Ma alla fine, il Consiglio Metropolitano che, come ha detto il sindaco Basile, si riunirà sullo stesso punto già la settimana prossima, si troverà a votare la proposta – se non si vuole prendere per buono il parere della segretaria Carrubba – senza che vi sia la certezza sulla applicabilità del più volte citato articolo di salvaguardia, in quanto il parere, che non si sa ancora a chi richiedere, non potrà ovviamente giungere in tempo utile.



