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Barcellona, RIFIUTI SVERSATI nei torrenti Mela e Patrì: ASSOLTI 6 INDAGATI

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Si è conclusa l’inchiesta sui presunti gravi reati ambientali legati allo sversamento di rifiuti negli alvei dei torrenti Mela e Patri’, tra i territori dei Comuni di San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, Merì, Barcellona Pozzo di Gotto e Terme Vigliatore. Un’indagine che aveva portato a sequestri di automezzi e alla richiesta di misure interdittive nei confronti di alcuni imprenditori e numerosi privati residenti nella zona per i reati di “realizzazione di discarica abusiva”, “combustione illecita di rifiuti”, “abbandono di rifiuti” e “deturpamento beni naturali”.

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Provvedimenti che già prima della conclusione della fase preliminare del procedimento non avevano trovato accoglimento da parte dell’Autorità giudiziaria. A distanza di quasi tre anni dall’ispezione eseguita dai carabinieri di Barcellona, in particolare delle Stazioni di Terme Vigliatore e Merì, il procedimento si è definitivamente fermato nell’udienza predibattimentale.

Il Tribunale di Barcellona, sezione penale, ha infatti pronunciato il non luogo a procedere nei confronti di tutti gli imputati, con la formula più ampia “per non aver commesso il fatto”. La decisione è stata assunta al termine dell’udienza celebrata dinanzi al giudice monocratico Anna Elisa Murabito che ha ritenuto insussistenti gli elementi necessari per sostenere l’accusa in giudizio, evidenziando la mancanza di prove solide sulla responsabilità penale personale degli imputati, tanto da generare l’impossibilità di formulare una ragionevole previsione di condanna.

Sono stati così prosciolti gli indagati Giuseppina Milioti, 42 anni, originaria di Milazzo, difesa dall’avvocato Chiara La Rosa; Santi Pino, 40 anni, di Milazzo, assistito dall’avvocato Antonio

Bongiorno; Marino Michele Antonino Stramandino, 60 anni, di Barcellona, difeso dal legale Rocco Bruzzese.

Assolti anche Maria Nicoleta Chiriac, 46 anni, cittadina di origine romena, difesa d’ufficio dall’avvocato Giovanni Tortora; Stefano Cipriano, 51 anni, di Meri, difeso dall’avvocato Giuseppe Genovese; Maria Cuzzupe’, 42 anni, di Milazzo, assistita dall’avvocato Giuseppe Lo Presti e Ciro Eboli, 48 anni, originario di Napoli, difeso d’ufficio dall’avvocato Giuseppe Genovese.

(Giovanni Luca Perrone)

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