Si è svolta ieri a Moio Alcantara l’assemblea territoriale della Filbi Messina, che ha sancito la rielezione di Renato Curreri alla guida del sindacato di categoria.


L’assemblea ha votato anche i segretari aziendali, individuati in Alessandro Marino e Renato Calì, ed i componenti del Consiglio territoriale della Filbi Messina Gaetano Orlando, Rosario Polizzi, Giuseppe Giordano, Claudio Trapanotto, Stefano Grimaldi e Anselmo Salvà.
Un appuntamento partecipato e carico di contenuti, arricchito dall’intervento in videoconferenza del segretario generale Filbi Sicilia Enzo Savarino, nel quale il confronto si è concentrato sul futuro dei consorzi di bonifica e sulla necessità di una riforma strutturale capace di rispondere alle fragilità del territorio siciliano, a partire dall’area messinese.
Delegate e delegati hanno espresso consenso unanime sulla necessità di proseguire il confronto con il Governo Regionale e l’Assemblea Regionale Siciliana, andando oltre la recente tornata di stabilizzazioni e puntando a una riforma organica del sistema dei consorzi di bonifica.
Una riforma che, come ribadito nel dibattito, dovrà garantire risorse economiche certe, la valorizzazione del patrimonio umano rappresentato dai lavoratori e una piena efficienza operativadegli enti, oggi più che mai chiamati a svolgere un ruolo strategico nella tutela del territorio.
Ampio spazio è stato dedicato proprio al ruolo cruciale dei consorzi di bonifica in Sicilia, soprattutto in una fase storica segnata dall’acuirsi degli effetti dei cambiamenti climatici e dall’aumento del rischio idrogeologico.
Nel corso dei lavori, è stata evidenziata la peculiarità del territorio messinese, caratterizzato da una complessità geomorfologica che richiede interventi continui di manutenzione, prevenzione e presidio.
Non sono mancati i riferimenti ai tragici eventi che hanno colpito la Sicilia negli ultimi anni, dalle alluvioni del 2011 fino all’ultimo episodio di Niscemi, che confermano quanto il dissesto idrogeologico rappresenti una minaccia concreta e ricorrente e rendono evidente come i consorzi di bonifica – se messi nelle condizioni di operare – possono e devono essere uno strumento fondamentale di prevenzione, salvaguardia ambientale e sicurezza delle comunità locali.
“La riforma oggi al vaglio del Governo regionale – è emerso con chiarezza – dovrà tenere conto delle specificità territoriali e non potrà essere calata dall’alto”, prevedendo un “proprio ambito territoriale” e valorizzando l’esperienza di chi quotidianamente lavora sul campo e conosce a fondo le criticità del territorio.
L’assemblea si è chiusa con un messaggio unitario nel segno dello slogan #ilsindacatodellepersone, che richiama l’impegno della Filbi Uil, della Uila Nazionale e della UILA Catania Messina nel mettere al centro lavoro, sicurezza e tutela del territorio.



