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Badante MORTA a Barcellona, ANNULLATA la custodia per Corica: nuova valutazione del caso

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Azzerata la misura cautelare riguardante Mike Corica accusato di omicidio della badante russa trovata morta nel torrente Longano a Barcellona. I giudici della Corte di Cassazione hanno annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 60enne Mike Corica indagato per il femminicidio della badante di origine russa, Raisa Kiseleva, 75 anni, disponendo il rinvio degli atti al Tribunale del Riesame di Messina per una nuova valutazione delle motivazioni che hanno portato alla misura restrittiva in carcere dell’imputato, legato alla donna da una relazione sentimentale. Valutazione che sarà esperita sulla base delle linee guida che saranno indicate nelle motivazioni della sentenza emessa dalla stessa Suprema Corte. Nel dispositivo la Cassazione stabilisce: l’annullamento dell’ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Messina sezione per il Riesame.

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L’annullamento con rinvio è stato deciso a seguito del ricorso in Cassazione presentato dal difensore dell’indagato , l’avvocato Giuseppe Ciminata, ricorso trattato lo scorso 6 febbraio e depositato ieri. Nelle more della nuova udienza dinanzi al Tribunale del riesame, l’uomo resterà detenuto nel carcere di Messina Gazzi.

Secondo quanto contestato nel capo d’imputazione, all’uomo viene attribuito l’omicidio volontario della donna, commesso il 7 luglio 2025 in seguito ad una caduta dal muro d’argine di via del Mare a Barcellona con l’aggravante di aver agito nei confronti di una persona legata da una relazione affettiva e di aver approfittato delle circostanze di tempo, di luogo e di persona tali da ostacolare la pubblica e privata difesa. In particolare, il fatto sarebbe avvenuto in orario notturno, in un luogo isolato e ai danni di una persona in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di sostanze alcoliche.

Il ricorso in Cassazione, presentato dal legale difensore Giuseppe Ciminata, si è concentrato sul profilo della colpa o, in subordine, sull’omissione di soccorso. La difesa ha contestato il fatto che il Tribunale del Riesame pur avendo escluso il dolo eventuale ha sostenuto la tesi del gip sulla posizione di garanzia dell’indagato che sulla donna aveva un “posizione di vigilanza e di tutela” in quanto legato affettivamente e in quel momento la donna era in stato di alterazione legata all’alcool che secondo l’accusa era aggravata dal fatto che l’uomo che le aveva acquistato ulteriore alcol.

Si attendono ora le motivazioni della Cassazione che ha accolto la richiesta dell’avvocato difensore di un nuovo esame delle motivazioni che hanno portato alla misura cautelare, evidenziando la necessità di valutare in modo più accurato le circostanze del fatto e la rilevanza del comportamento di Corica, distinguendo tra eventuali colpe e dolo. Gli atti torneranno ora al Riesame di Messina, che dovrà rivalutare la custodia in carcere alla luce delle indicazioni della Suprema Corte.

(Giovanni Luca Perrone)

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