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“I BAGNI DEL COMUNE sporchi da 9 giorni” dopo lo scontro con “Milazzo Servizi”: SIT-IN DEGLI ADDETTI CON LA Filcams Cgil 

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Non si è concluso con un’intesa il confronto tra le parti avvenuto a fine febbraio sull’internalizzazione di 15 addetti ai servizi di pulizia, manutenzione di immobili comunali e siti culturali nel territorio di Milazzo. Sulla vicenda e’ nuovamente intervenuto il rappresentante sindacale Giuseppe Ragno di Filcams Cgil Messina per segnalare “la problematica igienico-sanitaria e sciopero delle lavoratrici dell’appalto di pulimento presso il Comune di Milazzo”. Stamani si è svolto un sit-in di protesta davanti a Palazzo dell’Aquila nell’ambito della vertenza “Milazzo Servizi” ed il sindaco Pippo Midili non ha incontrato i manifestanti che chiedevano un incontro sul loro futuro occupazionale.

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“A seguito del mancato cambio appalto dichiarato in data 26 febbraio 2026 presso il C.P.I., con la presente, segnala che i locali del Comune di Milazzo compresi i bagni, in base a quanto ci viene riferito, non vengono puliti da nessuno dal 1° marzo, ovvero da 9 giorni, data nella quale il Comune di Milazzo ha chiesto alla ditta L’Ambiente, azienda uscente dal cambio appalto, di non occuparsi più delle operazioni di pulimento all’interno dei propri locali- si legge nella nota inviata ad Asp, Spresal, Ispettorato del lavoro, Prefettura e Centro per l’impiego di Messina e all’amministrazione Midili-.

Segnaliamo quindi, ai sensi del D.Lgs 81/2008, la problematica igienico-sanitaria che si sta creando e chiediamo un intervento immediato”.

“Ricordiamo che le lavoratrici sono in sciopero ad oltranza. Pertanto, diffidiamo il Comune di Milazzo dal sostituire il personale in sciopero con altro personale.

Chiediamo che la situazione venga risolta al più presto con l’assunzione delle lavoratrici provenienti dall’appalto di pulizia- conclude la nota-, secondo i meccanismi del cambio appalto.

Restiamo a disposizione per ulteriori informazioni e chiediamo un intervento urgente per risolvere la problematica”.

Secondo quanto riferito, la società partecipata “Milazzo Servizi” avrebbe prospettato assunzioni a tempo determinato della durata di un anno, con applicazione di un contratto collettivo diverso da quello sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil, finora applicato ai dipendenti.

“Si uscirebbe dai meccanismi del cambio di appalto e dalle clausole sociali previste – avevano dichiarato i segretari – con il rischio che, trascorsi 365 giorni, i lavoratori possano perdere l’occupazione”. I sindacati sottolineano inoltre che alcuni addetti svolgono tali mansioni da decenni, pur con orari ridotti.

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