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“DINASTIA”, traffici di droga tra Milazzo e Barcellona: 6 GIUDIZI DA RIFARE (I NOMI)

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Processo da rifare integralmente per sei imputati e parzialmente per un settimo. Una solo conferma della sentenza d’appello con il rigetto del ricorso difensivo. Ecco le decisione della sesta sezione penale della Cassazione che ieri ha trattato il procedimento-stralcio dei giudizi ordinari della maxi inchiesta “Dinastia”.
Si tratta del procedimento scaturito dall’operazione antimafia portata a termine all’alba del 28 febbraio 2020 dai carabinieri del Ros e delle Compagnie di Barcellona e Milazzo, ed estesa anche a Terme Vigliatore e alle isole Eolie. Le accuse variavano dal concorso in associazione mafiosa per alcuni al favoreggiamento per reati di mafia, e per altri ancora invece l’accusa era quella di associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

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GLI IMPUTATI
In questo troncone erano coinvolti in otto. Francesco Turiano inteso “Nino testa”, Francesco Duilio Doddo inteso “Ciccio”, Filippo Torre inteso “u cinisi”, Salvatore Torre, Simone Mirabito, Antonino Chiofalo inteso “u sceccu”, Tindaro Giardina e Luciano Fugazzotto.
In Cassazione il verdetto, nella serata di ieri, è stato di sei annullamenti totali con rinvio, un annullamento parziale con rinvio, e infine di un rigetto dei ricorso difensivo con conferma della sentenza d’appello.
Con il rigetto del ricorso diventa definitiva la condanna a 6 anni di reclusione per Filippo Torre, decisa in primo grado e poi confermata in appello; per Doddo i giudici hanno disposto un nuovo processo solo per valutare il profilo della recidiva; per tutti gli altri imputati, ovvero per Chiofalo, Fugazzotto, Giardina, Mirabito, Salvatore Torre e Turiano bisognerà rifare daccapo il processo d’appello.
Gli avvocati impegnati in Cassazione: Salvatore Silvestro, Fabrizio Formica, Rocco Bruzzese, Tommaso Autru Ryolo, Tommaso Calderone, Giuseppe Tortora, Fabrizio Ferraro e Giorgio Vianello.
L’operazione “Dinastia” ha fatto luce anche su numerose estorsioni attuate da anni a commercianti e imprese del territorio barcellonese. Al centro anche un florido traffico di cocaina, hashish e marijuana, tra Messina l’area tirrenica e le Eolie. Uno smercio in grande stile che avveniva anche utilizzando i social network e un codice per evitare di finire intercettati. La denominazione “Dinastia” è stata originata della presenza tra le nuove leve della criminalità organizzata dei “rampolli” delle più note famiglie mafiose di Barcellona.

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