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ORRORE in una casa di riposo a Messina, anziani chiusi con un catenaccio: LIBERATI DAI FINANZIERI

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«Sono stati scoperti 59 lavoratori e 13 rapporti di lavoro disconosciuti o riqualificati nel corso delle attività ispettive nelle case di cura degli anziani, con gli ispettore dell’Inps, del Nil dei carabinieri, della guardia di finanza e delle Asp. Ancora una volta, quello emerge è un panorama di irregolarità quasi generalizzata: sono 28 i verbali di contestazione elevati su 29 accertamenti definiti nell’anno, con oltre 2,6 milioni di euro addebitati». Lo ha detto Sergio Saltalamacchia direttore regionale dell’Inps presentando nella sede dell’istituto i dati dell’attività ispettiva del 2025. «Sono emersi, inoltre – ha aggiunto – casi di lavoro nero dissimulato sotto forma di volontariato, finalizzato a preservare i requisiti reddituali per l’ottenimento dell’Assegno di inclusione (Adi). Oltre alle gravi inadempienze in materia di salute e sicurezza, nelle ipotesi più critiche è stato contestato il reato di caporalato, in presenza di situazioni di grave sfruttamento a danno dei lavoratori. In una struttura nel comune di Messina, l’accesso ispettivo è servito anche a portare alla luce intollerabili abusi ai danni degli anziani ospiti – ha segnalato il direttore regionale – una ventina di pazienti della Rsa sono stati rinvenuti, in un appartamento limitrofo alla sede, dietro a una porta chiusa con un catenaccio, aperto grazie all’intervento dei militari della finanza».

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“Quanto emerso dalle ispezioni nelle case di cura di Messina è sconvolgente”, così Armando Hyerace, segretario provinciale del Partito Democratico, commenta la denuncia del direttore regionale dell’INPS circa gli orrori perpetrati ai danni di ospiti di una RSA cittadina. “Anziani fragili chiusi a chiave sono un oltraggio alla dignità umana prima ancora che una violazione di legge. È una ferita civile che chiama in causa responsabilità precise. Servono risposte immediate, controlli veri — che evidentemente sono mancati — e assunzioni di responsabilità chiare. Non basta indignarsi: bisogna intervenire adesso. Occorre rafforzare l’assistenza domiciliare, sostenere concretamente i caregiver e potenziare i servizi di supporto alle famiglie: la tutela delle persone fragili non può essere lasciata alla solitudine.” “La vicenda interessa anche il fronte del lavoro. Il quadro presentato mostra irregolarità diffuse, sfruttamento mascherato da volontariato, diritti calpestati”, afferma Roberto Saia, Responsabile Lavoro della Segreteria Provinciale PD Messina. “Dove manca lavoro regolare manca anche qualità dell’assistenza. Servono verifiche straordinarie, sanzioni severe e tutele concrete per chi opera nel rispetto delle regole.”

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