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Referendum 2026, VINCE IL NO, l’Italia blinda la Costituzione. Meloni: “RISPETTIAMO IL POPOLO!”

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Affluenza record intorno al 59%. In Sicilia il No è al 61,5, il Sì al 38,5, per le opposizioni “avviso di sfratto per Schifani”.

Referendum Costituzionale: l’Italia dice NO. Affluenza record, ma la riforma si schianta contro il voto popolare. Si chiude con un risultato netto quello che passerà alla storia come il referendum dei record. Nonostante il forte pressing della maggioranza e l’importanza della posta in gioco — una riscrittura profonda della Magistratura con lo sdoppiamento del CSM e l’istituzione dell’Alta Corte — i cittadini hanno scelto di mantenere lo status quo.

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L’affluenza è stata la vera protagonista di questa tornata elettorale, segnando il punto più alto mai registrato per un referendum in Italia nel terzo millennio.

Regina del voto l’Emilia-Romagna, che si conferma la regione più attiva, con Bologna che alle 23:00 di domenica aveva già trascinato la media al 59%. Maglia nera la Sicilia, che registra la partecipazione più bassa, ma che, come vedremo, dà una schiacciante vittoria al No.

Il progetto di modifica dei sette articoli della Costituzione viene dunque bocciato. La separazione delle carriere e la nuova architettura giudiziaria proposta dal centrodestra restano, per ora, solo sulla carta. L’atmosfera a Palazzo Chigi è di sobria analisi ed infatti la Premier Giorgia Meloni, a urne ufficialmente chiuse,  commenta con pragmatismo: “Gli italiani hanno deciso. Andremo avanti con responsabilità.”

Nessuna dichiarazione di resa, dunque, ma la consapevolezza che il percorso di riforma dovrà trovare nuove strade o rallentare il passo. Sulla stessa linea il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, principale architetto della riforma, che “asciuga” il dibattito con poche parole: “Prendo atto della decisione del popolo.” L’Italia resta così com’è, protetta da una Costituzione che i cittadini hanno dimostrato, ancora una volta, di voler presidiare in massa.

Allo stato attuale, con il 51% delle sezioni italiane scrutinate, il No è in testa con il 54,57%. L’affluenza è vicina al 59%. “Ce l’abbiamo messa tutta”, dice Nicolò Zanon, presidente del comitato del Sì. Esultano le opposizioni. Le urne si sono chiuse alle 15 e contemporaneamente è cominciato lo spoglio. Sicilia fanalino di coda per affluenza al referendum sulla giustizia, la provincia col dato più alto è Messina dove è poco sopra il 49, il Sì si ferma a 34.208 voti, pari al 41,15%, mentre il No sale a 48.920 voti, corrispondenti al 58,85%. segue Ragusa con il 47,6%, Enna 47,4; Palermo e Catania intorno al 46,4%. Ultime le province di Caltanissetta e Agrigento, rispettivamente al 42,6% e 43,3%.

E in Sicilia (3.010 sezioni su 5.036) il No si attesta al 61,5%; il Sì al 38,5% ed arrivano le prime dichiarazioni del deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera: “Questo risultato è la dimostrazione plastica di come il popolo siciliano senza voto organizzato possa ribaltare tutte quelle dinamiche polito-clientelari che solitamente ci sono durante le elezioni amministrative e regionali. Se fossi nella maggioranza di Schifani mi farei due domande e non esiterei ad ammettere la sconfitta meditando le dimissioni, i siciliani sono stanchi e oggi hanno dimostrato di essere pronti al cambiamento. Serve un candidato presidente che possa parlare a tutti i siciliani, per questo oggi a maggior ragione rilancio con forza la mia candidatura.”

(Loredana Aimi  & Alfredo Anselmo)

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