Dall’esordio con King Kong alla scelta dei volti di strada: il regista si racconta tra aneddoti, verità e quella “vitalità” che buca lo schermo. Ci sono incontri che non sono solo interviste, ma vere e proprie immersioni nell’essenza della settima arte. Marco Risi ha regalato al pubblico uno di questi momenti: un dialogo intimo e vibrante, dove la passione per la macchina da presa si è intrecciata a una vita passata a osservare il mondo con occhi curiosi e mai banali.


Durante l’incontro, il regista ha rivendicato con orgoglio una delle sue cifre stilistiche più forti: la scelta di lavorare con attori non professionisti, spesso scovati tra la gente comune. “Cercare volti presi dalla strada non è un vezzo, ma una necessità”, ha spiegato Risi.

Per Marco Risi, il mestiere del regista non è solo tecnica o inquadrature perfette, ma una continua caccia all’autenticità. La stessa con la quale ha risposto a due domande della nostra Loredana Aimi per “Sicilia Tabloid”.
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