Lettera aperta all’ASP di Messina: il borgo più bello del mondo resta senza medici. La denuncia di Angela Catena Pantano: «Basta monopoli sanitari, vogliamo la libera scelta»

Esiste un confine invisibile, nelle aree interne della Sicilia, dove i diritti costituzionali sembrano sfumare tra i tornanti. A Novara di Sicilia, ufficialmente riconosciuto tra i borghi più belli d’Italia, la bellezza del paesaggio si scontra oggi con una realtà amara: il “monopolio sanitario”.
Con una lettera aperta indirizzata al Direttore Generale dell’ASP di Messina, Giuseppe Cuccì, e al Sindaco Girolamo Bertolami, la cittadina Angela Catena Pantano dà voce all’indignazione di un’intera comunità che si sente abbandonata dalle istituzioni.
Il caso è emblematico. Dopo il pensionamento di uno dei due medici storici del paese, i residenti sono rimasti con un’unica opzione sul territorio. «Vivere qui non può significare la rinuncia a un diritto fondamentale: la libera scelta del medico (art. 19 Legge 833/1978)», scrive Pantano.
La situazione è paradossale: i medici dell’ambito territoriale rifiutano Novara perché considerata “sede disagiata”, costringendo i cittadini – in gran parte anziani – a percorrere chilometri per trovare un’alternativa, oppure a rassegnarsi a un medico che non è mai stato la loro scelta.
La denuncia punta il dito anche contro lo svuotamento del ruolo del medico di famiglia. La cittadina novarese racconta la propria esperienza personale: una bronchite acuta curata grazie all’eccellenza dei medici del PTE (Punto Territoriale di Emergenza) e della Guardia Medica, mentre il medico di base diventava un semplice «passacarte» per le ricette.
«È questa la sanità del futuro? Scrivere ricette a distanza?»*, si chiede provocatoriamente Angela Pantano. Da qui, una proposta concreta all’ASP: concedere un’autorizzazione straordinaria o una deroga affinché i medici del PTE, che già conoscono e assistono la comunità, possano operare anche come medici di medicina generale, superando gli assurdi lacci della burocrazia.
Nella lettera viene richiamata anche la recente inaugurazione della Casa di Comunità, durante la quale erano state promesse cure di prossimità per non ingolfare gli ospedali. Promesse che, alla prova dei fatti, sembrano scontrarsi con una realtà di immobilismo.
«Il tempo dei potentati è finito», incalza Pantano, sottolineando come la mancanza di risposte pubbliche stia spingendo i pazienti verso le ricerche su Google o, per chi può permetterselo, verso la sanità privata.
La battaglia non finisce con una lettera. In calce al documento, Angela Catena Pantano lancia un appello ai suoi concittadini per una mobilitazione generale: una raccolta firme per costringere l’ASP di Messina a garantire la presenza di almeno un secondo medico sul territorio.
A Novara di Sicilia la pazienza è finita. La salute non può essere un lusso per chi vive lontano dai grandi centri, né la residenza può diventare un marchio d’infamia che trasforma i cittadini in numeri di “serie B”.



