Sky TG24 documenta per la prima volta i processi produttivi della raffineria di Milazzo, rivelando i segreti della produzione di carburante per l’aviazione commerciale. Un’esclusiva che svela tecnologie innovative e l’impatto economico strategico dell’impianto siciliano.

La produzione jet fuel Milazzo diventa protagonista di un documentario televisivo che per la prima volta apre le porte di uno degli impianti industriali più strategici del Meridione. Sky TG24 ha ottenuto l’accesso esclusivo alla raffineria siciliana, documentando i complessi processi che trasformano il petrolio greggio nel carburante che alimenta migliaia di voli commerciali ogni giorno.
L’iniziativa giornalistica, trasmessa di recente, rappresenta un momento di svolta nella comunicazione industriale italiana, offrendo al pubblico una prospettiva inedita su un settore cruciale per l’economia nazionale e la mobilità aerea europea.
La raffineria di Milazzo, situata strategicamente lungo la costa tirrenica siciliana, costituisce uno dei principali hub per la produzione di carburanti petroliferi nel Mediterraneo. L’impianto, che si estende su oltre 280 ettari, rappresenta un tassello fondamentale nell’approvvigionamento energetico del Sud Italia e dei Paesi del Nord Africa.
Le telecamere di Sky TG24 hanno documentato ogni fase del processo produttivo, dalla distillazione atmosferica fino alla raffinazione specifica per ottenere il cherosene aviation, il carburante utilizzato dai motori a reazione degli aeromobili commerciali. Il documentario svela la complessità tecnologica di un’operazione che richiede temperature superiori ai 400 gradi Celsius e pressioni controllate con precisione millimetrica.
Durante le riprese, sono emersi dettagli significativi sui recenti investimenti in tecnologie a basso impatto ambientale implementati nell’impianto messinese. La raffineria ha infatti introdotto sistemi di recupero energetico e filtri di ultima generazione per ridurre le emissioni atmosferiche, posizionandosi come esempio virtuoso nel panorama industriale europeo.
Il servizio televisivo ha evidenziato il ruolo cruciale della raffineria nell’economia siciliana, con un indotto che coinvolge oltre 1.200 lavoratori diretti e circa 3.000 nell’indotto regionale. La produzione jet fuel Milazzo contribuisce significativamente al PIL regionale, generando un fatturato annuo stimato in circa 2,8 miliardi di euro.
L’impianto fornisce carburante a oltre 40 aeroporti europei, consolidando la posizione dell’Italia come hub logistico per il trasporto aereo nel Mediterraneo. Questa centralità strategica assume particolare rilevanza nel contesto della ripresa post-pandemica del traffico aereo, che nel 2026 ha superato i livelli pre-2020.
Il documentario affronta anche le sfide legate alla transizione energetica in corso nel settore dell’aviazione. La raffineria messinese sta infatti investendo in ricerca e sviluppo per carburanti sostenibili, includendo biojet fuel e carburanti sintetici che potrebbero rivoluzionare il settore nei prossimi decenni.
Gli esperti intervistati hanno sottolineato come l’industria petrolifera stia vivendo una fase di profonda trasformazione, bilanciando le esigenze produttive attuali con gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione Europea per il 2050. Nella terza raffineria più importante d’Italia, dove a Milazzo si produce il 10% del carburante per aerei, si tocca con mano la tensione per la crisi dello stretto di Hormuz. Al microfono di Lorenzo Borga, il direttore tecnico della Raffineria, Pasquale Palmese, però rassicura: “Siamo stati impattati in modo limitato”. Il blocco dello Stretto di Hormuz ha provocato un aumento delle tariffe aeree pari al 38 per cento in più in poche settimane. Lo evidenzia l’analisi congiunturale promossa da Confetra sul settore della logistica, dei trasporti e delle spedizioni riferita ai dati 2025 e alle previsioni 2026. In particolare, il rapporto mette in luce un drastico cambio di passo a partire dalla fine di febbraio 2026. Attraverso lo Stretto transitava circa il 20 per cento dei flussi mondiali di petrolio, oggi i volumi sono crollati del 94 per cento, passando da 84 a sole 7 unità giornaliere. Tornando alla Ram di Milazzo, le riprese hanno documentato anche i laboratori di ricerca interni allo stabilimento, dove team di ingegneri chimici lavorano costantemente per migliorare la qualità del prodotto finale. Il jet fuel prodotto a Milazzo deve infatti rispettare rigorosi standard internazionali di purezza e prestazione, essenziali per garantire la sicurezza dei voli commerciali.
Il servizio di Sky TG24 ha rivelato inoltre i progetti pilota per la produzione di carburanti alternativi, inclusi quelli derivati da alghe marine e scarti organici, che potrebbero rappresentare il futuro della mobilità aerea sostenibile. Questi sviluppi posizionano la Sicilia all’avanguardia nell’innovazione energetica del settore aeronautico



