L’associazione intitolata ai fratelli Ferlazzo, partigiani eoliani che lottarono in Emilia per la libertà d’Italia.

C’è un filo rosso, invisibile ma indistruttibile, che lega le rocce vulcaniche delle Isole Eolie alle montagne dell’Appennino emiliano, dove si è combattuta la Resistenza. Quel filo oggi ha un nome ufficiale: lo scorso 3 luglio, a Lipari, si è formalmente costituita la Sezione Isole Eolie dell’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia).
Una nascita che non è solo un atto burocratico, ma un evento dal profondo significato storico e simbolico. Per decenni, durante il ventennio fascista, le Eolie sono state una delle principali terre di confino politico d’Italia: isole-carcere destinate a soffocare le voci libere di intellettuali, antifascisti e dissidenti. Oggi, quegli stessi luoghi tornano a essere presidio attivo di libertà e democrazia.
Alla guida della neonata sezione è stato eletto Alessio Pracanica, che sarà affiancato da un direttivo composto da Paola Costanzo, Pino La Greca, Luis Mazza ed Elio Ruberto. La prima, significativa decisione del gruppo è stata l’intitolazione della sezione alla memoria di Antonino e Fulvio Ferlazzo. Due fratelli, due figli di Lipari che scelsero di non restare a guardare: partiti dalla Sicilia, risalirono la penisola e presero le armi in Emilia, offrendo il proprio coraggio alla causa partigiana.
L’obiettivo della Sezione Eolie è duplice: da un lato, avviare un’opera di tutela e recupero della memoria storica locale, portando alla luce i nomi e le storie di tutti quegli eoliani che hanno dato il proprio contributo alla Liberazione e che la storia ufficiale rischiava di dimenticare; dall’altro, proiettare quei valori nel presente.
“Nel ricordo del loro impegno – si legge nella nota diffusa dal presidente Pracanica – la Sezione Eolie vuole contribuire allo scopo che, fin dalla sua nascita, viene perseguito dall’A.N.P.I.: la difesa e la realizzazione dei valori costituzionali e democratici. Conservando la memoria di quella straordinaria stagione di conquista della libertà che ha nome di Resistenza”.
La sfida è lanciata: le Eolie, un tempo simbolo di isolamento e privazione dei diritti, si candidano oggi a diventare un faro per la difesa della Costituzione.



