C’è una Sicilia che non si limita a ricordare il proprio passato, ma che sceglie di trasformarlo in bellezza, creatività e futuro. È la storia che unisce a doppio filo Barcellona Pozzo di Gotto e Gibellina, proclamata Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026.
In questo scenario di rinascita, la comunità scolastica barcellonese conquista un traguardo straordinario: ben tre istituti comprensivi della città – l’I.C. L. Capuana, l’I.C. D’Alcontres-Balotta e l’I.C. Bastiano Genovese – sono stati ammessi al finanziamento della Regione Siciliana tra le 65 scuole selezionate nell’ambito del bando dedicato a Gibellina.


Al centro di questo viaggio c’è l’I.C. D’ALCONTRES-BALOTTA che, forte di una solida tradizione didattica, rilancia la propria sfida culturale. I giovani studenti delle classi seconde della scuola secondaria si preparano a un’esperienza immersiva totale: cammineranno tra le opere del Museo Civico “Ludovico Corrao”, respireranno l’energia della Fondazione Orestiadi e toccheranno con mano la grandiosità e il dolore della memoria impressi nel celebre Cretto di Alberto Burri.
A guidare questo ambizioso progetto è la Dirigente Scolastica Patrizia Italia, affiancata dallo storico ed esperto di valorizzazione culturale Prof. Rosario Andrea Cristelli, insieme ai docenti d’arte Grazia Dipaola e Luigi Celona.
Ciò che rende unico il percorso è la sua visione verticale, capace di coinvolgere i bambini fin dai primissimi anni di scuola:
Piccoli Esploratori (Infanzia): I più piccoli scopriranno la figura visionaria di Ludovico Corrao e la rinascita di Gibellina attraverso laboratori emozionali, fiabe e storytelling.
Dalla Mattonella al Cretto (Primaria): Un viaggio tattile e laboratoriale tra materia e architettura, dialogando con le opere di maestri come Emilio Isgrò, Pietro Consagra e Arnaldo Pomodoro, mettendo in connessione Gibellina con l’eccellenza locale del Museo Epicentro di Barcellona Pozzo di Gotto.
Curatori di domani (Secondaria): I ragazzi più grandi si metteranno alla prova con la critica d’arte, la grafica e la curatela espositiva, affacciandosi al mondo dei professionismi dei beni culturali.
Il lavoro svolto non rimarrà chiuso tra le mura delle aule. Gli studenti diventeranno veri e propri ideatori e produttori di contenuti: allestiranno una mostra fotografica e grafica permanente nel laboratorio d’arte dell’istituto, cureranno un catalogo cartaceo e lanceranno una serie di podcast fruibili via QR Code per raccontare la loro esperienza a tutti i cittadini.
Il momento clou sarà una Giornata di Studi e Condivisione, evento in cui verrà inaugurata l’esposizione e presentato il volume “Il terremoto della Valle del Belìce e le città di Fondazione, Gibellina Città d’Arte: un caso particolare”, realizzato con il supporto strategico dell’Associazione GALLERIA PROgetto CITTÀ.
Una lezione che travalica i banchi di scuola: insegnare alle nuove generazioni che dalla ferita di un territorio può nascere un’inestimabile opera d’arte.



