Dopo il secondo posto in Serie B e i playoff promozione, i rossazzurri approdano nella seconda categoria nazionale grazie al ripescaggio. Una rosa di 49 giocatori, due innesti argentini e un progetto che unisce sport e università.
Catania – Dopo oltre sessant’anni, il CUS Catania Rugby torna in Serie A. Un traguardo importante per la formazione universitaria, che ha concluso al secondo posto la stagione 2025-26 di Serie B, sfiorando la promozione sul campo prima del ripescaggio ufficializzato dalla Federazione Italiana Rugby il 27 luglio scorso. L’ultima partecipazione dei rossazzurri alla Serie A risale alla stagione 1963-64. Adesso si apre una nuova avventura, con l’obiettivo di confrontarsi con avversarie di maggiore esperienza e consolidare il percorso di crescita della società. Il debutto è fissato per domani, 18 ottobre alle ore 15.30, alla Cittadella universitaria di Catania, contro la S.S. Polisportiva Lazio Rugby 1927. Una sfida dal significato particolare, considerando che proprio contro la formazione laziale il CUS aveva disputato lo spareggio salvezza nella stagione 1957-58. Il campionato 2026-27 si articolerà in 22 giornate, fino al 25 aprile 2027. Inserito nel Girone 4, il CUS Catania affronterà undici avversarie provenienti da Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche e Campania, tra cui L’Aquila Rugby 2021, Unione Rugby San Benedetto, Rugby Perugia, Rugby Roma Olimpic 1930 e Amatori Rugby Napoli.

Per la squadra siciliana sarà una stagione impegnativa, nella quale serviranno continuità, solidità e capacità di adattarsi al livello superiore. La società ha puntato sulla continuità, confermando gran parte del gruppo della scorsa stagione e inserendo nuovi elementi. Tra gli innesti più significativi figurano gli argentini Nicolas Gauna, mediano di apertura, e Tomas Ignacio Lopez Martinez, primo o secondo centro. Completano i nuovi arrivi Emiliano Luca Puglisi, utility back, e Giovanni Marco Suaria, pilone. Spazio anche ai giovani Ruggero Scuto e Giorgio Velis, provenienti dall’Under 18, oltre ai giocatori rientrati dopo infortuni o periodi lontani dalla squadra. Un organico che punta a combinare esperienza, freschezza atletica e valorizzazione del vivaio. Resta centrale il legame con l’Università di Catania, nella rosa figurano 14 studenti/atleti iscritti a diversi corsi di laurea. La società continua così a promuovere la Dual Career, il modello che consente di conciliare l’attività sportiva con il percorso accademico. Alla guida della prima squadra è confermato Luca Mammana, nel doppio ruolo di capo allenatore e atleta, affiancato da Giulio Di Mauro, assistente allenatore e giocatore. Lo staff comprende Giuseppe Costantino (direttore tecnico), Roberto Cafaro (preparatore atletico), Tino Lazzara (direttore sportivo), Alberto Toscano e Giulio Di Mauro (dirigenti accompagnatori) Nino Puleo (responsabile della sezione Rugby del CUS Catania).
Il progetto coinvolge anche la formazione cadetta, iscritta al campionato di Serie C e guidata dal tecnico Mario Camorali e dal team manager Matteo Cinquerrui. Una squadra che offrirà ulteriori opportunità di crescita ai giovani e continuità al percorso sportivo del club. Il ritorno in Serie A rappresenta un passaggio significativo per il rugby catanese e per l’intero movimento siciliano. Dopo oltre sessant’anni dall’ultima partecipazione, il CUS è chiamato ad affrontare una nuova sfida, forte di un gruppo consolidato e di un progetto che unisce ambizione sportiva e formazione universitaria.
Il primo banco di prova sarà domani contro la Lazio Rugby 1927. Alla Cittadella universitaria si aprirà ufficialmente una stagione attesa a lungo. Adesso, dopo il traguardo del ripescaggio, a parlare sarà il campo.



