Coinvolti tre aerei, un pilota ferito
Pantelleria – Un momento di festa si è trasformato in un attimo di paura e tensione sull’isola siciliana, dove nel pomeriggio di oggi tre aerei della pattuglia acrobatica nazionale Frecce Tricolori sono rimasti coinvolti in un incidente durante un’esibizione all’aeroporto di Pantelleria. L’episodio ha causato il ferimento di un pilota, ora ricoverato in ospedale, e ha interrotto bruscamente il programma acrobatico che aveva attirato numerosi spettatori.

Secondo quanto comunicato dall’Aeronautica Militare, l’incidente è avvenuto durante la manovra denominata “cardiode”, una delle figure più complesse e scenografiche eseguite dalla formazione. Durante l’esecuzione, si sarebbe verificata una “separazione anomala della formazione”, portando all’interruzione immediata dell’esibizione. A causare l’imprevisto potrebbe essere stato un bird strike, ovvero l’ingestione accidentale di uno stormo di uccelli nel motore di uno degli aeromobili, evento raro ma temuto nel mondo dell’aviazione. Al momento, questa ipotesi è al vaglio delle autorità militari, che stanno esaminando le prime evidenze.
Quattro velivoli si sono immediatamente separati dal resto della pattuglia per effettuare un atterraggio d’emergenza sulla pista dell’aeroporto di Pantelleria. Gli altri aerei hanno invece fatto rotta verso la base aerea di Trapani-Birgi, dove sono atterrati in sicurezza. È stato proprio durante la fase di atterraggio d’emergenza che si è verificato il momento più critico dell’incidente. Uno degli Aermacchi MB-339, il jet utilizzato dalle Frecce Tricolori, ha riportato un guasto al carrello, finendo fuori pista al momento del contatto con il suolo. L’impatto ha danneggiato il velivolo e causato il ferimento del pilota, un uomo di 32 anni, che è stato prontamente soccorso dai Vigili del Fuoco presenti sul posto e dagli operatori del 118. Il militare è stato trasportato all’ospedale per accertamenti. Le sue condizioni, stando alle prime informazioni, non sarebbero gravi. Si attendono aggiornamenti ufficiali da parte dell’Aeronautica Militare sullo stato di salute del pilota e sull’esito delle verifiche tecniche sull’aeromobile coinvolto.
A poche ore dall’accaduto, il sindaco di Pantelleria, Fabrizio D’Ancona, ha rilasciato una dichiarazione per commentare l’incidente e rassicurare la popolazione.”Doveva essere una giornata di festa per la nostra isola. I piloti hanno dimostrato sangue freddo e altissima professionalità nel gestire la situazione d’emergenza. Fortunatamente non ci sono stati feriti tra il pubblico e lo scalo non ha subito danni strutturali. L’aeroporto è stato riaperto appena mezz’ora dopo l’incidente”, ha dichiarato il primo cittadino, che ha poi sottolineato l’importanza delle scatole nere dei velivoli per chiarire l’esatta dinamica dell’evento. “Solo l’analisi dei dati di volo potrà fornire risposte certe su cosa sia accaduto in cielo”, ha concluso. Alcuni testimoni presenti nei pressi dell’aeroporto hanno raccontato di non essersi accorti immediatamente della collisione, avvenuta ad alta quota durante l’esibizione. Tuttavia, “a qualcuno lo scontro tra i due aerei non è sfuggito”, ha riferito il sindaco D’Ancona, aggiungendo che “chi si trovava nel sedime dell’aeroporto ad ammirare le evoluzioni non si è accorto di quanto avvenuto in cielo, forse anche a causa della distanza e della velocità dei mezzi.”
L’Aeronautica Militare ha annunciato l’apertura di un’indagine interna per accertare le cause dell’incidente e verificare eventuali malfunzionamenti o errori di valutazione. Al centro dell’attenzione, oltre all’eventuale bird strike, anche il comportamento dei sistemi meccanici del carrello dell’aereo finito fuori pista. Le Frecce Tricolori, simbolo di eccellenza dell’aeronautica italiana e apprezzate a livello internazionale per la precisione e la spettacolarità delle loro esibizioni, non sono nuove a situazioni complesse legate a fattori ambientali. Tuttavia, eventi come quello di Pantelleria restano rari e destano sempre grande preoccupazione per i rischi connessi alle manovre acrobatiche.



