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CARCERI, a Messina AGENTE AGGREDITO: ad Agrigento UN MESSINESE tra gli 8 ARRESTATI PER RIVOLTA

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«Una sovrintendente della polizia penitenziaria, in servizio come preposta nella casa circondariale di Messina, ieri, è stata brutalmente aggredita mentre tentava di soccorrere un collega sotto assedio. Il detenuto, di origine calabrese, noto per la sua intemperanza, ha dato sfogo a una furia inaudita fatta di spinte, calci e sputi al volto, colpendo violentemente la sovrintendente all’avambraccio e alla spalla». Lo rende noto il sindacato di categoria Consipe sottolineando come «nonostante il dolore e la dinamica violenta dell’aggressione, la collega non ha esitato a intervenire per sottrarre l’agente di sezione a un destino ben peggiore, confermando quel senso del dovere che va oltre il semplice obbligo contrattuale».
«Siamo di fronte – afferma il presidente nazionale del Consipe, Mimmo Nicotra – a un atto di puro coraggio da parte di una donna che, rivestendo il ruolo di preposta, ha agito come baluardo di legalità. Questa sovrintendente non solo ha subito lesioni fisiche, ma ha dimostrato una dedizione al servizio che merita, senza alcun dubbio, un pubblico riconoscimento e una proposta di ricompensa per il valore dimostrato. Non accetteremo che il suo gesto finisca nel dimenticatoio dei rapporti di servizio: il suo coraggio è il simbolo di una Polizia Penitenziaria che, nonostante l’abbandono e le carenze strutturali, resta l’unico vero argine alla violenza nelle carceri».
Nicotra chiede «il trasferimento immediato e d’urgenza del detenuto aggressore e un’azione disciplinare esemplare». «Non tollereremo – aggiunge – che la nostra collega e il personale di Messina vengano lasciati soli. Se l’amministrazione non è in grado di proteggere chi mette a rischio la propria incolumità per lo Stato, ci rivolgeremo alle sedi istituzionali competenti affinché venga disposta un’ispezione straordinaria».

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DISORDINI NEL CARCERE DI AGRIGENTO: 8 ARRESTI

Il gip Michele Dubini ha convalidato l’arresto degli otto detenuti protagonisti della violenta rivolta scoppiata giovedì 30 aprile nella casa circondariale «Pasquale Di Lorenzo» di Agrigento. La scintilla del disordine è scoccata nel reparto «Sole», quando un provvedimento disciplinare notificato a un detenuto ha innescato una spirale di violenza. I rivoltosi hanno aggredito un sostituto commissario e un altro agente, sottraendo loro le chiavi per aprire le altre celle e devastando il reparto con il danneggiamento di quadri elettrici, estintori e suppellettili. I detenuti hanno utilizzato i carrelli per i pasti come arieti per tentare di sfondare il cancello del reparto e hanno eretto barricate con brande e frigoriferi per impedire l’ingresso degli agenti. Solo l’intervento della polizia penitenziaria in assetto antisommossa ha permesso di riportare la calma e isolare i responsabili dopo ore di tensione.
Gli arrestati sono Diego Fortezza, 45 anni, di Siracusa; Salvatore Condorelli, 38 anni, di Catania; Davide Bonaccorso, 26 anni di Messina; Sebastiano La Torre, 32 anni di Catania; Angelo Fernandez, 21 anni di Palermo; Giovanni Arno, 22 anni di Napoli; Kevin Dragotto, 21 anni di Palermo; e Giovanni Linares, 28 anni di Siracusa.

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