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Elezioni “provinciali”, ma chi decide davvero? Rappresentatività ancora lontana

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Sindaci e Consiglieri Comunali alle urne per un consiglio metropolitano “a tempo”, scelto dai partiti e non dai cittadini.

Pronti al via per le elezioni del Consiglio Metropolitano di Messina, dalle 8:00 di stamattina fino alle 22:00 di questa sera, tutti i Sindaci e i Consiglieri Comunali sono chiamati ad esprimersi su un’elezione che non piace a nessuno, ma che allo stesso tempo nessuno ha mai realmente voluto o potuto modificare, sia a livello regionale, con i pastrocchi che escono dalle proposte di modifica elettorale, sia a livello nazionale, dove tutti sono contrari alla legge Delrio, ma di fatto, almeno fino ad oggi, nessuno ha mai voluto o potuto modificare.

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Tornando alla nostra bella Sicilia, da tempi ormai “remoti” siamo in mancanza di rappresentatività territoriale provinciale, da quasi 15 anni l’unico a dover gestire le competenze dell’ex provincia è il Sindaco del Comune di Messina, che ricopre nello stesso momento il ruolo di Sindaco Metropolitano, con tutti i problemi che si possono intuire, dalla poca rappresentatività della miriade di piccoli comuni della nostra provincia ai tempi di gestione, perché capirete bene che gestire un Comune come Messina, non è tanto semplice, figuriamoci gestire un territorio con altri 107 Comuni.
Ma come mai non si è riusciti a modificare questa norma?
Sicuramente per il blocco della legge Delrio, che ha istituito le città metropolitane e i liberi consorzi, ma anche una carenza della politica, che tira sempre a fare delle riforme elettorali di convenienza partitica, senza capire probabilmente che le regole del gioco sono fatte per tutti e prima o poi si subiscono più che usufruirne.
Andiamo al sodo, a Messina ci sono 7 liste per 14 “consiglieri provinciali”, si nel linguaggio popolare vengono sempre definiti così e non consiglieri metropolitani. Il Sindaco metropolitano rimane quello attuale, Federico Basile, Sindaco del Comune di Messina che alla scadenza del suo mandato nel 2027 decade, con la conseguenza della decadenza del Consiglio metropolitano che verrà votato oggi, quindi questo consiglio avrà una durata massima di 2 anni e poi si rivoterà.

Ma si riuscirà, in questi 2 anni, a proporre una programmazione politica per il territorio metropolitano? Ce la farà la politica nazionale a modificare la Delrio per permettere ai cittadini di votare i propri rappresentanti?

Si perché, per chi non lo avesse ancora capito, i consiglieri metropolitani saranno eletti dai consiglieri e sindaci in carica, quindi dai partiti e non dal popolo. Nello specifico, con la soluzione del voto ponderato, la faranno da padrone i Comuni più grandi, Messina in testa, dove i 33 votanti hanno un peso di 1.061 voti, poi le due principali città Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo i cui 50 elettori hanno un peso di 240 voti ciascuno. Man mano diminiusce il peso per fasce di popolazione, per i Comuni da 10 a 30 mila abitanti gli 85 elettori avranno un peso di ognuno 122 voti, per i Comuni da 5 a 10 mila i 143 elettori avranno un peso di ognuno di 100 voti, nei Comuni nella fascia da 3 a 5 mila i 220 elettori avranno un peso per ognuno di 54 voti e infine nei Comuno fino a 3 mila abitanti, che nella nostra provincia sono la maggioranza, i 751 elettori avranno un peso per ognuno di 22 voti.
Da questa ponderazione si capisce benissimo che le tre più grandi città avranno quasi il 50% del peso totale e quindi la maggior parte, probabilmente, dei rappresentanti, soprattutto per i consiglieri del capoluogo.
Tutti i partiti hanno sempre criticato questa elezione di secondo livello, ma nei fatti si voterà così, sperando che tra 2 anni cambi qualcosa e si riesca a dare voce alla popolazione e non soltanto alle guerre interne ai vari partiti, come sta accadendo oggi.

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