La Sicilia piegata dal meteo costringe al rinvio, ma il 25 gennaio Barcellona torna a riabbracciare il “Martire delle Frecce”. Processione, Messe Solenni e il profumo della “Giaurrina”.
La pioggia e l’emergenza meteo che hanno sferzato l’isola nei giorni scorsi hanno solo potuto rimandare, ma non spegnere, il fervore religioso dei barcellonesi. Dopo la sospensione forzata dello scorso 20 gennaio, la città si prepara a vivere una domenica di fede e tradizione: il 25 gennaio San Sebastiano tornerà tra la sua gente.

Come annunciato dal Parroco, Padre Tindaro Iannello, la macchina organizzativa è già ripartita per garantire il pieno svolgimento delle funzioni. Le celebrazioni liturgiche seguiranno gli orari 9:00, 11:00 e 18:00. Il momento più atteso resta però quello del pomeriggio: alle 15:30, la preziosa statua lignea del XVIII secolo varcherà la soglia della Basilica.
Il simulacro del Santo Patrono attraverserà le vie cittadine secondo l’itinerario previsto, portando la benedizione a una comunità che, storicamente, lo invoca come scudo contro le avversità.
Non c’è San Sebastiano senza il folklore che anima le strade. Già da sabato 24, e per tutta la giornata di domenica, torneranno a colorare il centro le tradizionali bancarelle. Protagonista indiscussa sarà la “Giaurrina”, il dolce devozionale a base di zucchero e miele.
La sua particolare lavorazione “al chiodo” non è solo un esercizio di artigianato dolciario, ma un simbolo potente: le striature bianche ricordano le frecce del martirio subìto dal Santo, trasformando un momento di convivialità in un atto di memoria storica.
Il rinvio di quest’anno, seppur raro, si inserisce in una storia plurisecolare. Dal 1606, la festa si è svolta quasi ininterrottamente. Gli annali ricordano pochissime battute d’arresto: la più recente e dolorosa è legata al silenzio irreale del periodo Covid, quando le strade rimasero vuote.
Oggi, superata l’allerta meteo, quel silenzio è pronto a essere spezzato dal suono delle campane e dal calpestio dei fedeli. Barcellona è pronta a riaccendersi nella “sua bellezza”, confermando un legame indissolubile con il suo Protettore che dura da oltre quattro secoli.



