Paolo Sorrentino non firma semplicemente pellicole, ma plasma universi. Con il suo stile cinematografico unico, fatto di trame dense, scenografie monumentali e una cura maniacale per ogni dettaglio visivo, il regista torna a scuotere il grande schermo con la sua più recente fatica: “La Grazia”.

Il film vanta un cast eccezionale, guidato dall’immancabile Toni Servillo, che qui presta il volto al solenne Presidente Mariano De Sanctis. Attorno a lui ruota un microcosmo di figure sfaccettate che mescolano il mondo della politica a quello dell’arte e della realtà più cruda.
Anna Ferzetti e Francesco Martino interpretano rispettivamente Dorotea e Riccardo De Santis, i figli del Presidente, mentre Alexandra Gottschlich veste i panni dell’ambasciatrice lituana, Cesare Scova è il Presidente del Portogallo, Alessia Giuliani è Maria Gallo mentre Lucio Zagaria interpreta il Sindaco.
Milvia Marigliano è una grande critica d’arte Coco Valori, amica intima del Capo dello Stato, affiancata da Massimo Venturiello nel ruolo di Ugo Romani, entrambi fra i personaggi principali.
Spicca la presenza del rapper Guè, che interpreta se stesso, portando una ventata di realismo urbano nella narrazione.
Roberto Zibetti (Domenico Samaritano), Orlando Cinque (il Colonnello Labaro, guardia del corpo del Presidente) e il Generale Lanfranco Mare, interpretato da Giuseppe Gaiani, completano il quadro istituzionale.
Intriganti i ruoli di Linda Messerklinger (Isa Rocca) e Vasco Mirandola (Cristiano Arpa), che interpretano due ergastolani, insieme alla figura enigmatica di “Le Pape”, affidata a Rufin Doh Zeyenouin.
L’intera narrazione si concentra su un arco temporale delicatissimo: gli ultimi mesi della legislatura del Presidente De Sanctis, il cosiddetto “Semestre Bianco”: tra corridoi del potere, riflessioni esistenziali e la ricerca di una “grazia” che dà il titolo all’opera, Sorrentino ci accompagna in un viaggio dove il confine tra pubblico e privato si fa sottilissimo.
Il resto? È pura magia visiva che merita di essere vissuta nell’oscurità della sala.
Al cinema. Buona visione.
(Loredana Aimi)



