16.6 C
Milazzo

LA PITTRICE barcellonese ANGELA SAJA invitata ad UrbinoInAcquerello 2026

Pubblicato il :

La barcellonese Angela Saja invitata a partecipare al Festival internazionale UrbinoInAcquerello 2026 con una Demo- workshop con le illustrazioni del suo nuovo progetto editoriale, frutto della collaborazione con la Scrittrice Annunziata Bertolone e la Casa editrice Smasher Giulia Carmen Fasolo.

- Advertisement -

Giorno 1 maggio 2026 presso il Collegio Raffaello, nella Main Hall, per il Festival UrbinoInAcquerello 2026 XI edizione – ideato dalla Direttrice artistica prof.ssa Soha Khalil – si è tenuta una giornata dal titolo “The Art Book Illustration – Live Demo” e l’artista barcellonese Angela Saja ha delineato il soggetto al quale sta lavorando, un Elfo magica creatura appartenente ad un Bosco incantato.

L’inizio del mese di Maggio, che è anche il Maggio dei Libri, non poteva che essere all’insegna dell’invito alla lettura, in questo caso con la magia delle illustrazioni si tratta di avvicinare alla lettura i più piccoli, quelli più esigenti.

Oltre alla Demo-workshop, la pittrice barcellonese ha partecipato alla mostra collettiva del Festival internazionale, dal titolo “Zaffiri dell’istante”, con l’opera “Elfo custode della luce della conoscenza”, Acquerello 40×40 cm.

Il Festival UrbinoInAcquerello è una manifestazione che chiama a sé ogni anno centinaia di artisti provenienti da tutte le regioni d’Italia e da tutto il mondo. Il tema proposto quest’anno è  “Zaffiri dell’istante” :

<< Ci sono attimi nella vita, brevi eppure indimenticabili, che brillano con la forza di un fulmine improvviso, frammenti di tempo così intensi da sembrare scolpiti nella memoria. Li possiamo chiamare zaffiri dell’istante – scintille rare e preziose che, come gemme, emergono dal flusso quotidiano per ipnotizzarci, sconvolgerci, o semplicemente svegliarci.

In quei momenti, tutto sembra fermarsi. La mente razionale, abituata a controllare, catalogare e pianificare, cede il passo a qualcos’altro: a una visione, a un’intuizione, a un’immagine che si impone con forza, anche se non sappiamo spiegarla. Questi zaffiri sono lampi di coscienza, talvolta così intensi da mandare in frantumi la nostra capacità di concentrazione, costringendoci a confrontarci con ciò che di solito ignoriamo: l’invisibile, l’inspiegabile, l’immaginario.

Eppure, è proprio da questa disarmonia che può nascere la bellezza. Perché quei lampi ci portano altrove, fuori dalla linearità della logica, in un territorio dove solo l’arte – nelle sue molteplici forme – riesce a tradurre il caos in significato. Il pittore, il poeta, il musicista, lo scrittore: tutti, in fondo, inseguono questi zaffiri dell’istante per afferrarli, trasformarli, restituirli al mondo sotto forma di emozione condivisa.

Non dovremmo temere questi momenti. Anche quando ci disorientano o ci scuotono, ci offrono qualcosa di prezioso: ci ricordano che siamo vivi, sensibili, capaci di meraviglia e di profondità. Ci aiutano a guardare il mondo con occhi nuovi, a immaginare ciò che ancora non esiste, a sentire ciò che le parole spesso non riescono a dire.

Il Festival inaugurato il 30 aprile si svolgerà fino al  17 maggio 2026, con un programma intenso dal 30 Aprile al 3 Maggio 2026. >>

- Advertisement -

Articoli Correlati

- Advertisement -spot_img
- Advertisement 4 -spot_img