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La Prof.ssa Rosa Rita Bruno ha presentato il suo libro “Barcellona Pozzo di Gotto, Feste e Tradizioni”.

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È stato presentato nei giorni scorsi presso l’Auditorium del Parco “Maggiore La Rosa” il primo libro firmato dalla Prof.ssa Rosa Rita Bruno ed editato da Edizioni Smasher dal titolo “Barcellona Pozzo di Gotto, Feste e Tradizioni”.

Il testo, di grande valore storico, poiché va a descrivere pezzi del passato che oggi non esistono più (e che molti addirittura sconoscevano), è fondato sulla tesi di laurea discussa dalla stessa autrice nel 1969 all’Università di Messina.

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Nell’evento hanno affiancato l’autrice l’Arch. Marcello Crinò, il Prof. Franco Speciale, il Cantastorie Fortunato Sindoni e l’Editrice Giulia Carmen Fasolo. E Crinò, nel proprio intervento, incisivo come sempre, ha messo immediatamente le carte in tavola: «Il lavoro si inserisce perfettamente nel contesto degli studi siciliani che videro iniziatore il palermitano Giuseppe Pitrè, seguito dal mistrettese Giuseppe Cocchiara e da Salvatore Salomone Marino. Studi rivolti alla ricerca dell’identità del popolo siciliano attraverso gliusi, i costumi, le tradizioni popolari».

Da parte sua il Prof. Speciale, si è soffermato sui dati storici raccontando della Barcellona di un tempo, della sua gente, con accenni e aneddoti legati al privato, le ricerche di informazioni da parte di quelli che all’epoca erano due fidanzati. Molto bello anche il contributo di Sindoni, fra musica e canti popolari. Giulia Carmen Fasolo ha ringraziato i presenti tirando le somme riguardo un bellissimo libro che testimonia cristallizzandola, la Barcellona che fu. I Visillanti che accompagnano la varetta del “Signore che porta la croce” di Barcellona,  hanno eseguito il Vexilla Regis e “Lu Venerdì di Marzu”.

Infine è intervenuta una emozionatissima Rosa Rita Bruno, che, dopo aver ringraziato, ha raccontato del perché nacque l’idea di fare una tesi di laurea su queste tradizioni barcellonesi, che poi sono diventate il libro di 132 pagine che viene pubblicato oggi: l’amore per la Città del Longano e per le sue feste, le tradizioni, i riti religiosi, i simbolismi arcaici, le usanze agro-pastorali, le credenze magico-superstiziose. Come è stato evidenziato, molte festività risultano oggi vissute in abiti diversi, trasformati.

Un testo molto bello, che consiglio ai nostri lettori.

(Foto di Marcello Crinò)

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