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L’AVVOCATURA si fa scudo della Carta: nasce la “CAMERA FORENSE PER LA COSTITUZIONE”

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Ereditando lo spirito del Comitato per il No, la nuova associazione guidata da Franco Moretti punta a rimettere i diritti civili e l’articolo 3 al centro del dibattito giudiziario.

Non è solo una nuova sigla nell’affollato panorama dell’associazionismo giudiziario, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti politica e civile. Sulle ceneri, o meglio, sulla scia del patrimonio umano del Comitato Avvocati per il No, è stata ufficialmente fondata la Camera Forense per la Costituzione.

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L’annuncio arriva in un momento delicato per il sistema giustizia, segnato dalle recenti tensioni referendarie di fine marzo. L’obiettivo dichiarato è chiaro: trasformare quella “sensibilità costituzionale” emersa durante la campagna elettorale in un’azione costante di vigilanza e dialogo.

A guidare la neonata Camera è stato eletto l’avvocato Franco Moretti, che nel suo discorso d’insediamento non ha usato giri di parole per definire la “missione morale” del gruppo: “Stiamo attraversando un periodo in cui è tornato vitale richiamare il rispetto rigoroso della Carta”, ha dichiarato Moretti. “Dobbiamo scegliere sempre la tutela delle persone in quanto soggetti deboli di fronte al potere. L’avvocatura deve rivendicare la propria autonomia contro ogni tentativo di strumentalizzazione.”

Il punto cardinale dell’azione associativa sarà l’articolo 3 della Costituzione: la rimozione degli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana. Una battaglia che, secondo la Camera, non può essere combattuta in solitaria.

La visione della nuova associazione rompe i vecchi schemi corporativi. Per la Camera Forense, infatti, la “giurisdizione” è un concetto unitario: magistratura e avvocatura non sono controparti nemiche, ma due facce della stessa medaglia al servizio dei cittadini.

Tra i primi punti all’ordine del giorno ci sarà l’apertura di un dialogo costruttivo con le istituzioni e la magistratura stessa, per affrontare i “problemi reali” che affliggono i processi civili, penali e amministrativi.

Oltre all’impegno istituzionale, la Camera si propone come un laboratorio culturale. In un’epoca di riforme frenetiche e spesso tecnicistiche, l’invito di Moretti ai colleghi è quello di un ritorno alle basi: riscoprire un’avvocatura che sia, prima di tutto, libera, competente e profondamente legata ai valori costituzionali.

Con la data del 23 aprile 2026 impressa nell’atto di nascita, la Camera Forense per la Costituzione si prepara ora a diventare un interlocutore imprescindibile nel futuro della giustizia italiana.

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