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Messina. Dimissioni sindaco Basile: la sen. Dafne Musolino lo accusa di scarsa attenzione per le Circoscrizioni

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La senatrice di Italia Viva Dafne Musolino interviene ancora sulle dimissioni del sindaco di Messina Federico Basile, che diventeranno irrevocabili nei prossimi giorni.

Questa volta, parla da ex assessore della giunta del suo predecessore, Cateno De Luca, quando lei stessa si interessò della istituzione e regolamentazione delle sei Circoscrizioni cittadine, per il decentramento delle funzioni consiliari riguardanti le specifiche realtà territoriali.

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Per la senatrice, la motivazione alla base delle dimissioni – cioè la mancanza della maggioranza consiliare (13 su 32) mal conciliabile con una buona amministrazione – sarebbe una “accusa all’Aula per coprire il fallimento sul decentramento e l’abbandono dei quartieri, ridotti a simulacri vuoti senza risorse e poteri” .

Questo – a suo dire – perché Basile avrebbe esercitato una “gestione autoritaria, caratterizzata dall’esclusione sistematica degli organi decentrati e dal rifiuto di ogni confronto democratico, con la quale ill decentramento amministrativo è stato tradito e il Consiglio Comunale trattato come un fastidioso orpello, nonostante abbia approvato 441 delibere su 442”.

Musolino rivendica il suo lavoro da assessore finalizzato a rendere più aderenti ai quartieri le scelte politiche, con l’istituzione  delle sei Municipalità (I Normanno, II Calispera, III Tre Santi, IV Centro Storico, V Antonello da Messina e VI Peloro), che però sarebbero state rese inoperanti per mancanza di risorse assegnate e “senza il personale necessario per far funzionare i consigli, costringendo i presidenti a farsi carico dell’ordinaria amministrazione in solitudine”.

E tutto questo per la parlamentare non sarebbe “buona amministrazione, ma arroganza istituzionale”.

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