Alla presenza del Gonfalone della Città, in piazza dei Martiri delle Foibe di Messina, si è svolta, come ogni anno in quel luogo dall’intitolazione del 2008, la cerimonia commemorativa del “Giorno del Ricordo”, con la deposizione di una corona d’alloro alla Colonna Votiva Crocifera, in memoria delle vittime delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
All’iniziativa, organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Associazione Nazionale Congiunti e Deportati in Jugoslavia (A.N.C.D.J.), hanno preso parte, in rappresentanza del Sindaco Federico Basile, l’Assessore alla Cultura Enzo Caruso, la Prefetta Cosima Di Stani e le autorità cittadine con i vertici della Questura, delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, e rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d’arma.

Presenti, inoltre, una delegazione di consiglieri comunali, i presidenti delle Circoscrizioni cittadine e la presidente provinciale A.N.C.D.J. Maria Cacciola.
Il Giorno del Ricordo, istituito con la legge 30 marzo 2004 n. 92 e celebrato il 10 febbraio, rappresenta un momento di riflessione collettiva sulle complesse vicende del confine orientale italiano nel secondo dopoguerra.
La ricorrenza richiama l’attenzione sulle sofferenze patite da migliaia di persone e sull’esperienza dell’esodo forzato, invitando le istituzioni e la comunità a custodire una memoria consapevole, fondata sul rispetto, sul dialogo e sulla conoscenza storica.
“Siamo grati all’associazione presieduta dalla professoressa Cacciola, che rende testimonianza a una tragica pagina di storia per anni oscurata e dimenticata. Per questo motivo siamo fortemente in ritardo nella metabolizzazione e nello studio di una delle tante tragedie della guerra che rende disumano l’umano”, ha sottolineato l’Assessore Caruso.
Le iniziative sono proseguite con un altro momento commemorativo tenutosi al Teatro Vittorio Emanuele, organizzato dalla Prefettura di Messina in collaborazione con l’Ente Teatro e l’A.N.C.D.J., al quale hanno partecipato gli studenti degli istituti scolastici di secondo grado della Città.
La memoria dei tragici fatti è stata rinnovata grazie alla rappresentazione teatrale “Storia di un gatto profugo”, tratta dal romanzo dell’esule istriano Pietro Tarticchio.
Lo spettacolo è stato portato in scena dall’Associazione culturale “San Gabriele dell’Addolorata”, con scenografie di Attilio Villani e Carmelo Samperi, regia di Rocco Ioppolo e Pietro Briguglio, e la collaborazione dell’omonimo coro diretto da Giulia Tringali.



