È la fine di un’era? Probabilmente no. Stamattina le dimissioni più annunciate della storia politica messinese.

Questa mattina, il sindaco Federico Basile ha ufficialmente depositato le proprie dimissioni, annunciate in una conferenza stampa che segna l’ennesimo spartiacque per Messina. Si apre ora la finestra dei 20 giorni che porteranno alla decadenza del Sindaco, della Giunta e delle nomine fiduciarie, con l’inevitabile arrivo di un Commissario straordinario che traghetterà l’ente fino alle elezioni della prossima primavera.
Come detto, le dimissioni erano nell’aria ormai da settimane e Basile ha spiegato che vi erano evidenti difficoltà per cui ha preferito chiudere in anticipo il proprio mandato. Ovviamente vien da pensare anche ad una “scelta strategica” e adesso sarà la città ad emettere il proprio giudizio, nelle prossime elezioni anticipate.
Il primo cittadino era stato eletto il 16 giugno del 2022. Il suo mandato sarebbe scaduto tra un anno e mezzo. I messinesi potrebbero andare al voto la prossima primavera insieme ad oltre 60 comuni siciliani. Ha così esordito: “Intanto va detta una cosa: la città di Messina negli ultimi otto anni è cambiata. E questo è sotto gli occhi di tutti. Oggi viviamo una città che probabilmente doveva essere costruita venti o trent’anni fa. Nel 2018 Cateno De Luca prese in mano una città disastrata. Facendo un lavoro straordinario. In una situazione d’emergenza. Non dimentichiamoci gli anni del Covid”.
“Adesso si deve aprire una fase diversa – ha proseguito Basile – Una città vive di momenti. Nel 2022 sono stato eletto con venti consiglieri comunali di maggioranza. Oggi Federico Basile ha solo tredici consiglieri comunali. E questo fa venir meno quella solidità che serve all’azione amministrativa. Gli errori sono stati fatti. Ma credo di aver sopportato davvero troppo in quest’ultimo periodo. È meglio fermarsi due o tre mesi piuttosto che lasciare la città in minoranza. Una condizione che oggi non mi consente di fare un salto di qualità. Potevo continuare a fare il sindaco così: con un accordo con il centro-destra. Ma non è il caso. Comunico dunque le mie dimissioni. Al tempo stesso, però, comunico anche la mia nuova candidatura”.
Il dato che emerge dalle cronache odierne non riguarda solo la cronaca politica, ma assume i contorni di un vero e proprio caso statistico. Basile, già revisore dei conti sotto Accorinti e direttore generale dell’era De Luca, lascia la carica dopo tre anni e otto mesi. È il secondo sindaco consecutivo a rassegnare le dimissioni (seguendo le orme del suo mentore, Cateno De Luca, che lasciò nel febbraio 2022).
Ancora più impressionante è lo sguardo d’insieme sugli ultimi vent’anni: Basile è il quinto primo cittadino, su sei, a non concludere il mandato naturale.
Dal 2003 a oggi, la fascia tricolore a Messina sembra essere diventata “incandescente”. L’unico a sfidare questa tendenza è stato Renato Accorinti, capace di guidare la città per l’intero quinquennio tra il 2013 e il 2018. Per il resto, tra decadenze e passi indietro volontari, la stabilità amministrativa è stata un miraggio.
Mentre la politica cittadina inizia a riorganizzarsi per la corsa elettorale, la città si prepara a mesi di gestione ordinaria. Il commissario dovrà occuparsi dei dossier urgenti, ma la domanda che rimbalza tra i corridoi del Palazzo e le piazze è una sola: Messina riuscirà, nella prossima tornata elettorale, a trovare una stabilità che manca ormai da decenni?



