Da quattro decenni la commedia di Michael Frayn sfida il tempo: un meccanismo di precisione svizzera che trasforma il caos in capolavoro.
Esistono spettacoli che si guardano e spettacoli che si vivono come un rito collettivo. “Rumori fuori scena” appartiene, senza ombra di dubbio, alla seconda categoria. Il capolavoro di Michael Frayn, portato in scena dall’inossidabile Compagnia Attori & Tecnici, è “approdato” ieri sera (secondo giorno di spettacolo, si chiude nel pomeriggio di oggi con la terza rappresentazione) al Teatro Vittorio Emanuele di Messina portando con sé un primato più unico che raro nel panorama teatrale italiano: quarant’anni di successi ininterrotti.


Era il 4 dicembre 1983 quando, al Teatro Flaiano, debuttava quella che sarebbe diventata la “commedia delle commedie”. Dicembre 2023 ha segnato il traguardo storico del 40° anniversario, ma la forza dell’allestimento firmato dal compianto Attilio Corsini resta immutata. Stessa regia, stesse scene di Bruno Garofalo, stessi costumi. Un “fermo immagine” teatrale che, paradossalmente, sprizza freschezza da ogni battuta.
Chi l’ha detto che il genio debba essere per forza tormentato? Qui la genialità ha il suono di una risata travolgente e il ritmo di una “gragnuola” di gag. La trama è un gioco di specchi: una compagnia di attori un po’ scalcinata è alle prese con una farsa infarcita di sardine e porte che sbattono con coordinati e frenetici passaggi di oggetti mano in mano, tempi impeccabili nell’intrecciarsi delle scene degli innumerevoli stop and go fintamente dati dall’interprete del regista oltre a spassosi doppi sensi erotici.

La struttura è un gioiello di ingegneria narrativa diviso in tre atti:
Il Primo Atto: Siamo “imbucati” alle prove generali, tra dimenticanze e nervi tesi.
Il Secondo Atto: Il punto di svolta. La scena ruota e ci ritroviamo dietro le quinte, spettatori dei litigi, degli amori e dei disastri privati della compagnia mentre lo spettacolo va (faticosamente) in scena davanti.
Il Terzo Atto: La rappresentazione finale, dove il caos prende definitivamente il sopravvento.

Con il tipico spirito dissacrante che anima la produzione, le note di regia dichiarano con ironia: “Sono andate smarrite negli anni”. Una mancanza che, dicono dalla compagnia, ha spinto gli spettatori a tornare anche dieci volte per cercare di decifrare il meccanismo perfetto di questo spettacolo. L’unico cambiamento visibile? Il tempo che passa sui volti del gruppo storico degli interpreti, un dettaglio che il pubblico fedele finge saggiamente di non notare per non dover ammettere il proprio, di tempo trascorso.
In un’epoca di intrattenimento veloce e spesso volgare, “Rumori fuori scena” resta un esempio di comicità alta e artigianale. Un meccanismo ad alta precisione dove ogni porta che si chiude e ogni vassoio di sardine che sparisce è parte di una coreografia perfetta. Un appuntamento imperdibile per chi vuole scoprire cosa significhi davvero la parola “teatro”, e Messina sta rispondendo bene, chi non l’avesse visto ci vada oggi, è ancora in tempo per godersi momenti di spensierata allegria con una chicca di teatro di spessore.

Scheda dell’evento
Titolo: Rumori fuori scena
Di: Michael Frayn
Regia: Attilio Corsini
Cast: Sabrina Pellegrino, Carlo Lizzani, Stefano Messina e la Compagnia Attori & Tecnici.
Dove: Teatro Vittorio Emanuele, oggi ore 17.30



