Sabato 13 settembre alle ore 18:00 nella cavea dell’orto botanico di Messina va in scena “La Dama degli argonauti” di e con Lorenza Zambon.
Ispirato alla vita e alle scoperte di Jeannette Villepreux Power (1794-1871), a una storia d’amore e di natura, di un libro antico e raro, di una donna sapiente e di una naturalista dimenticata.

Jeannette Villepreux Power, pioniera della biologia marina, è soprannominata “La Dama degli Argonauti” per le sue scoperte scientifiche sui molluschi cefalopodi dalla particolare conchiglia a foggia d’elmo (Argonauta argo) che, quando nuotano tutti insieme, li fa assomigliare a una flotta, quella dei mitici Argonauti.
Autodidatta, elaborò innovativi metodi di raccolta e di conservazione degli esemplari che andarono a comporre il suo “gabinetto” di storia naturale, considerato all’epoca “ tra i più ricchi e i più singolari d’Europa”.
Fu la prima donna accolta nella prestigiosa Accademia Gioenia di Catania e divenne membro corrispondente della Società Ecologica di Londra, della Cuvieriana di Parigi, della Società di Scienze ed Arti di Marsiglia.
L’amore di Jeannette per la conoscenza e l’esplorazione fu così potente da inaugurare un nuovo metodo di studio basato sull’osservazione dal vivo, che le permise di rivoluzionare la tesi, allora in voga, secondo cui l’Argonauta fosse un mollusco ermafrodita.
Tale specie, infatti, è dotata di entrambi i sessi e la femmina ha il compito di secernere la conchiglia (ooteca calcarea), che le servirà come guscio protettivo per deporvi le uova. L’aver reso nota una verità tanto contrastante rispetto alle consolidate teoriecostituì uno dei motivi per cui fu osteggiata in una società tanto maschilista come quella dell’epoca.
Acquisì notorietà in occasione della pubblicazione delle sue opere: Itinerario della Sicilia (1839) e Guida per la Sicilia (1842), con le quali rivelò la sua grande passione per la Storia naturale, dalla malacologia alla botanica, rivoluzionando anche l’approccio che sino ad allora aveva caratterizzato le guide turistiche del Grand Tour.
Ad introdurre la performance con l’intervento “Jeannette Villepreux Power e l’invenzione dell’acquario a Messina nel 1832” sarà Michela D’Angelo, presidente dell’Istituto di Studi Storici Gaetano Salvemini, in passato titolare della cattedra di Storia moderna, Metodologia della ricerca storica e Storia del Mediterraneo all’Università di Messina, che ha voluto fortemente l’intitolazione dell’Acquario Comunale a Jeannette Villepreux Power e, di recente, che ha lanciato l’idea di un parco marino a Messina.
“Ho una grande fortuna – dice l’autrice Lorenza Zambon -: le mie passioni e il mio lavoro sono la stessa cosa. Quel che faccio è teatro della “natura” (nella natura, con la natura?). Un teatro fuori dei teatri che parla del rapporto con le piante, i giardini, i paesaggi. Con il pianeta. Il rapporto mio personale e quello della nostra specie. Mi definisco e voglio essere attrice-giardiniera: per essere giardinieri non occorre avere un giardino, perché il giardino è la Terra e tutti noi ci viviamo dentro.”
L’ingresso allo spettacolo teatrale sarà gratuito e limitato al numero massimo di 80 spettatori.
Giovanna Riccardo
Nella foto Lorenza Zambon (tratta da http://associazionedonneambientaliste.eu/lorenza-zambon/)



