30.3 C
Milazzo

Milazzo, TROVATA OSPITALITÀ ALLA FAMIGLIA con tre bimbi che VIVEVA IN AUTO: IL COMUNE CHIARISCE

Pubblicato il :

La famiglia di Milazzo senza casa avrà un tetto sopra la testa. L’allarmante caso di una giovane coppia di 30 e 28 anni con tre figli minori (una bimba di 10 e due bimbi di 2 e 1 anni) originaria del quartiere San Papino, finita sotto i riflettori nei giorni scorsi per la difficile situazione abitativa pare destinato a risolversi nel migliore dei modi. A chiarire le fasi della vicenda è l’amministrazione comunale, che ricostruisce l’intervento dei servizi sociali, evidenziando come il Comune si sia attivato immediatamente non appena la famiglia si è rivolta agli Uffici.

- Advertisement -

Secondo quanto riferito dal sindaco Pippo Midili, il nucleo familiare è stato preso in carico sin dal primo momento dagli operatori dei servizi sociali, che hanno avviato un percorso di assistenza coinvolgendo le diverse figure professionali dello staff interdisciplinare. Per fronteggiare l’emergenza abitativa, il Comune aveva subito individuato una sistemazione alla Stazione di Posta di Milazzo, struttura destinata all’accoglienza temporanea di persone in condizioni di difficoltà.

Una soluzione che, inizialmente, la famiglia aveva deciso di rinunciare. Nei due giorni successivi, però, la situazione è cambiata e la famiglia ha accolto la proposta avanzata dall’Amministrazione Midili ponendo fine ad un incubo. Attualmente, i cinque componenti della famiglia sono ospitati nella struttura, dove riceve assistenza e supporto da parte degli operatori, mentre prosegue il percorso di accompagnamento sociale.

Il caso sollevato quindi dall’associazione “Esseri Uguali” presieduta da Saverio Todaro con una famiglia descritta come “abbandonata in automobile” dalle istituzioni locali appellandosi a Prefettura, Garante regionale per l’Infanzia e l’adolescenza, Asp e deputati del territorio, trova una netta smentita nella posizione del primo cittadino che segnala come alla famiglia non sia stato bloccato il sussidio mensile (l’Assegno di Inclusione) dall’importo anche consistente, una cifra che sarebbe ampiamente sufficiente a coprire i costi di un regolare canone d’affitto e le spese quotidiane. L’attuale sospensione dell’erogazione non sarebbe quindi un diniego definitivo ma un normale stop tecnico legato esclusivamente alle procedure burocratiche di rinnovo: per questa ragione il nucleo familiare sarebbe rimasto scoperto solo per il mese in corso, in attesa del ripristino del beneficio che dovrebbe avvenire a breve. Secondo l’amministrazione, dunque, non si tratterebbe di una revoca né di una perdita definitiva del sostegno economico.

La presenza di tre minori impone che ogni decisione venga assunta mettendo al centro il loro interesse e la mobilitazione ha momentaneamente trovato una soluzione.

Ma questo non basta comunque a rassicurare gli animi della coppia che, come è giusto che sia per i nuclei in cui ci sono soggetti fragili, chiede a gran voce un alloggio stabile in cui vivere.

- Advertisement -

Articoli Correlati

- Advertisement -spot_img
- Advertisement 4 -spot_img