Erano partiti da Messina per fare “rifornimento” di fuochi d’artificio, ma il viaggio di rientro è finito con una denuncia per un intero nucleo familiare. Tre fratelli e un nipote, tutti messinesi, sono stati sorpresi con oltre mezza tonnellata di materiale esplodente stipato illegalmente nei bagagliai delle proprie auto.

L’operazione è scattata a Catania, dove gli agenti della Squadra Volanti e della Squadra Artificieri della Questura etnea hanno intercettato i quattro durante i controlli intensificati per le festività di fine anno. A finire nei guai è una vera e propria compagine familiare messinese: tre fratelli di 54, 52 e 49 anni, accompagnati dal figlio 25enne di uno di loro. I quattro erano arrivati nel capoluogo etneo con tre diverse vetture, probabilmente per dividere il carico e dare meno nell’occhio, ma l’eccessiva fretta di ripartire verso la città dello Stretto li ha traditi.
I poliziotti hanno notato i quattro uomini in un luogo appartato della città mentre armeggiavano vicino alle auto. Alla vista delle divise, i messinesi hanno tentato di dileguarsi rapidamente, giustificando la fretta con la necessità di “fare rientro a casa nel più breve tempo possibile”. Un nervosismo che ha spinto gli agenti a perquisire i veicoli.
Una volta aperti i bagagliai, la scoperta: una sfilza di scatoloni contenenti 500 chili di fuochi d’artificio, detenuti e trasportati senza alcuna autorizzazione o misura di sicurezza. Un carico pericolosissimo che, in caso di incidente durante il tragitto autostradale verso Messina, avrebbe potuto causare danni incalcolabili.
Nessuno dei quattro messinesi è stato in grado di esibire licenze per il trasporto di materiale esplodente, che per legge richiede mezzi speciali e certificati. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il carico è stato preso in consegna dagli artificieri e immediatamente distrutto a causa della sua elevata pericolosità.
Per i quattro soggetti è scattata la denuncia a piede libero. Le indagini proseguono per accertare se l’ingente quantitativo di botti fosse destinato alla vendita illegale sul mercato messinese in vista della notte di San Silvestro.



