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Oggi al Festa di San Leone, Patrono di Sinagra

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Nella “Perla dei Nebrodi” oggi è il giorno della Festa di San Leone, Patrono di Sinagra. Dopo la “corsa” dello scorso Lunedì di Pasqua, “Santu Liu” torna nelle vie del paese, a partire dalla tarda mattinata, quando, dopo la Santa Messa delle 11.00, prenderà il via la Processione della Reliquia della Santa Croce e di San Leone fino alla Chiesa del Crocifisso.

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Nel pomeriggio, alle ore 16.00, in quest’ultima Chiesa la Celebrazione Eucaristica ed alle 16.45 il via al tradizionale percorso di San Leone e la chiusura con Benedizione eucaristica in Chiesa Madre alle 21.30. I festeggiamenti si chiuderanno con lo spettacolo di varietà con I Respinti e Ivan Fiore offerto dall’Amministrazione comunale ed infine, alle 23,45 i fuochi d’artificio.

 

La Storia.

San Leone II, conosciuto anche come il Taumaturgo, nacque a Ravenna nel maggio del 709 e morì a Catania il 20 febbraio 785. Fu il quindicesimo Vescovo di Catania ed è venerato come Santo dalla Chiesa Cattolica, con la festa che si celebra proprio il 20 febbraio.

A soli 22 anni, grazie anche alla spinta della sua famiglia, divenne presbitero. Dopo aver trascorso un lungo periodo in un monastero benedettino, fu nominato Arcidiacono dal Vescovo di Reggio Calabria, Cirillo. Nel 765, all’età di circa 55 anni, fu nominato Vescovo di Catania, dedicandosi in particolare alla lotta contro l’eresia in Sicilia.

Secondo la tradizione, Leone compì numerosi miracoli, motivo per cui è stato chiamato Taumaturgo. La sua figura è legata anche alla leggenda del necromante-apostata Eliodoro, con cui entrò in contrasto. Si narra che Leone lo condannò ad essere bruciato vivo nel 778, anche se altre versioni raccontano che i due entrarono in una fornace e che Leone si salvò grazie alla sua fede in Dio. Inoltre, si dice che con la sua sola presenza fece incendiare l’antico Tempio di Cerere, anche se probabilmente fu lui il mandante della sua distruzione.

Il culto di San Leone è rimasto vivo nell’Arcidiocesi di Catania. I padri benedettini furono tra i principali promotori e diffusi della devozione verso di lui. Un cenobio dedicato al Santo, fondato dallo stesso Leone, si trovava a Malpasso, sotto la giurisdizione del I Conte di Paternò, ma fu distrutto dalla lava dell’Etna nel 1536 durante un’eruzione.

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