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Opinione. Sequestro equipaggio dell’Handala: “Restare in silenzio è complicità!”

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È un cliché che si ripete: il sequestro dell’Handala documentato sui social è un video che tutti ci aspettavamo ma nessuno voleva vedere.

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Fino a ieri speravamo che le sollecitazioni dei popoli di tutto il mondo, compreso il popolo israeliano, nel coinvolgimento di iniziative umanitarie dalle manifestazioni e cortei alla raccolta di materiali di primo soccorso al mostrare la bandiera palestinese durante concerti e rappresentazioni teatrali, poteva creare una rete di sensibilizzazione che arrivasse all’esercito di Israele e soprattutto ad un governo disumano e che la situazione politica venisse ribaltata perché il fine di una politica “costretta” è mantenere il potere attraverso i consensi.

Ed invece continua con un accanimento privo di qualsiasi senso compassionevole, privo di qualsiasi logica umana, l’indifferenza agli input del “cessate il fuoco” ”cessate le guerre” ”fermate il genocidio” ”la gente muore non solo sotto le bombe ma sotto un Governo che nega cibo e farmaci di primo soccorso “.

Nel sequestro coinvolti due italiani e questo a mio avviso non dovrebbe fare solo notizia ma sollecitare il governo italiano ad intervenire e prendere posizione negando qualsiasi appoggio ad Israele contrariamente a quanto accade sul piano internazionale.

Gli attivisti sollecitano di contattare ed inviare mail alla Farnesina affinché il Ministero degli Esteri italiano si attivi per intervenire sull’accaduto e verificare la situazione, attivare canali diplomatici e umanitari, garantire la sicurezza dei cittadini italiani.

È un fatto inaccettabile.

Israele non ha alcun diritto legale di agire militarmente fuori dal proprio territorio sovrano, né di trattenere cittadini stranieri impegnati in operazioni umanitarie.

Restare in silenzio È COMPLICITÀ

“Attendiamo una risposta chiara, concreta e immediata da parte del nostro Governo “perché GAZA sono i nostri fratelli, i nostri figli il nostro grido di PACE”.

(Carmen Trovato)

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