Sabato 5 Luglio a Milazzo si contano tantissime presenze e molteplici bandiere della Palestina. La voce del popolo che dice «pace l», che urla «basta» al genocidio, che manifesta contro il riarmo.

Un corteo che ha coinvolto non solo i milazzesi ma tutte le persone che vogliono spezzare il silenzio dei Governi criminali complici dei massacri: Regioni, Comuni, amministrazioni territoriali che sanno di potere fare qualcosa perché il limite delle nefandezze e degli orrori ha raggiunto confini del «non ritorno».
Intorno vedo sfilare bambini, adolescenti, ragazzi e adulti, tutti insieme consapevoli che il grido potrebbe attirare l’attenzione di ancor più persone anch’esse vittime di un pensiero comune, il pensiero che nulla cambia. Ma quello che abbiamo fatto giorno 5 Luglio a Milazzo è stata una marcia per l’umanità perché il popolo vuole rinascere con dignità e coraggio.
Ed ecco che esce fuori la «pecora nera» che governa in me: forse avrei evitato i selfie con i sorrisi sui social e durante il corteo (si parla di guerra morte e genocidio) e le bandiere dei partiti politici che hanno partecipato (per essere coerenti sul concetto, ribadito durante la marcia, dell’essere tutti uniti come esseri umani senza mettersi in evidenza come esponenti o simpatizzanti di partiti che, per le finalità, non riesco e vederne quale il beneficio).
(Carmen Trovato)



