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Patti, Inaugurati OSPEDALE DI COMUNITÀ e nuova RSA: con i nuovi presidi I PIÙ FRAGILI AL CENTRO

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Una svolta storica per l’assistenza territoriale e un passo decisivo verso una medicina più vicina alle persone. Ieri mattina, la città di Patti ha vissuto una giornata inaugurale destinata a cambiare profondamente il volto della sanità nel comprensorio dei Nebrodi. Alla presenza delle massime autorità politiche, religiose, militari e sociali, sono stati ufficialmente aperti il nuovo Ospedale di Comunità e la nuova Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina.

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Il taglio del nastro ha visto la partecipazione corale e partecipe della Direzione Strategica dell’Asp di Messina, del sindaco di Patti Carmelo Gianluca Bonsignore, del vescovo Mons. Guglielmo Giombanco, del presidente della commissione Sanità all’Ars Pippo Laccoto e del deputato regionale Pino Galluzzo. Si tratta di due opere fortemente sinergiche, concepite per potenziare la rete territoriale di assistenza e offrire un modello multidisciplinare, in grado di dare risposte concrete laddove il bisogno di cura è più acuto.

La Direzione Strategica dell’Asp — guidata dal direttore generale Giuseppe Cuccì, insieme al direttore amministrativo Giancarlo Niutta e al direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi — ha espresso profonda soddisfazione per il traguardo raggiunto. L’Ospedale di Comunità, finanziato con i fondi europei del PNRR (Missione 6 Salute), rappresenta il secondo presidio di questa tipologia attivato dall’Asp sul territorio provinciale. Insieme alla nuova RSA, la struttura colma un vuoto assistenziale fondamentale per anziani e pazienti fragili, strutturando percorsi di cura appropriati subito dopo le dimissioni dai reparti per acuti.

“Con queste aperture,” spiegano i vertici dell’Asp, “rafforziamo il nostro impegno verso un modello di assistenza che metta davvero al centro il paziente e la sua famiglia, offrendo risposte concrete ai bisogni del territorio e contribuendo a ridurre ricoveri inappropriati e disagi legati alla distanza dai luoghi di cura. Si tratta di investimenti strategici orientati a una sanità sempre più accessibile, umana e di qualità”.

L’edificio dell’Ospedale di Comunità si sviluppa su un’area totale di circa 1500 metri quadrati ed è stato progettato in stretta conformità con il Decreto Ministeriale 77/2022. Questa struttura intermedia, a prevalente gestione infermieristica, funge da vero e proprio “ponte” tra i reparti ospedalieri classici e il domicilio. È destinata alle degenze brevi (modulo da 20 posti letto) per pazienti che necessitano di cure a bassa intensità clinica o affrontano situazioni di parziale non autosufficienza, qualora la casa non sia momentaneamente idonea dal punto di vista strutturale o familiare.

L’accesso alla struttura avverrà in modo fluido attraverso la Centrale Operativa Territoriale (COT), già attiva nello stesso comune di Patti, garantendo funzioni di “step-down” (post-dimissione) o “step-up” (per evitare ricoveri non necessari). Gli spazi interni prevedono camere singole e doppie dotate di servizi, aree comuni e spazi riabilitativi all’avanguardia, integrando sistemi avanzati di telemedicina e diagnostica nel pieno rispetto delle norme antisismiche, antincendio e di abbattimento delle barriere architettoniche.

Un plauso unanime è andato alla macchina tecnica ed amministrativa che ha permesso la realizzazione dell’opera persino in anticipo rispetto alle scadenze contrattuali, un segnale di efficienza non comune. I lavori sono stati condotti dalla società Consorzio fra cooperative di produzione e lavoro Cons coop, sotto la direzione tecnica dell’ingegnere Sebastiano Mazzeo e il coordinamento del geometra Fortunato Lipari (responsabile del procedimento). La supervisione strategica è stata garantita dall’ingegnere Salvatore Trifiletti (direttore UOC Tecnico) e dalla dottoressa Elisa Mastrantonio, referente unico aziendale per il PNRR.

Con questo nuovo polo, Patti e i Nebrodi ridefiniscono i propri standard di cura, ponendo un argine sicuro a tutela della dignità dei pazienti e delle loro famiglie.

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