Un clima di paura e allarme sociale tra Barcellona e Merì determinato da una lunga scia di truffe, estorsioni, appropriazione indebita e minacce dove nel mirino sono finiti minori, anziani, famiglie e un dirigente scolastico. Questo il quadro accusatorio delineato dalla Procura di Barcellona nei confronti di Sabini Belgacem, 26 anni, nato a Barcellona, di origine marocchina, indicato come presunto truffatore seriale, che avrebbe agito con modalità spregiudicate e reiterate, più volte spacciandosi per agente. Complice il barcellonese Andrea Milone, 20 anni, accusato di aver partecipato ad alcuni dei violenti raggiri qualificandosi come suo collaboratore. Le indagini, condotte da carabinieri e polizia, si basano su denunce e informative provenienti dalla provincia di Messina fino al Lazio.

I due dovranno comparire davanti al giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Caristia il prossimo 24 marzo, chiamato a valutare la richiesta di rinvio a giudizio. Belgacem è difeso dall’avvocato Diego Lanza mentre Milone è assistito dal legale Tino Celi.
Tra i casi ritenuti più gravi risulta quanto avvenuto il 25 maggio dello scorso anno nei pressi di un casello autostradale a Barcellona. Secondo la ricostruzione accusatoria, Belgacem si sarebbe presentato con il nome di fantasia di “maresciallo Fazio”. Con atteggiamento aggressivo avrebbe avvicinato un pulmino in sosta, a bordo del quale si trovavano un operatore sociale del centro di accoglienza per minori migranti di Fondachelli Fantina e sei minori stranieri non accompagnati. Attraverso frasi intimidatorie e minacce di perquisizioni e sequestro del mezzo, il giovane avrebbe costretto i malcapitati a consegnare 425 euro, approfittando della loro condizione di particolare vulnerabilità.
Un ulteriore capo d’imputazione riguarda un fatto di gennaio dello scorso anno. In quel caso Belgacem avrebbe agito come titolare della ditta individuale “Sabini Cars”, appropriandosi di un’auto affidatagli in conto vendita da un agente della polizia penitenziaria, senza mai versare il corrispettivo pattuito di 2.500 euro.
Numerose le frodi contestate in concorso con Milone tra i quali la truffa ai danni di una donna ultrasettantenne di Milazzo, consumata a Merì tra l’8 ottobre e il 10 dicembre 2024: fingendosi imprenditori edili, i due avrebbero ottenuto 13.450 euro per presunti lavori di ristrutturazione dell’abitazione mai avviati. Sempre a Merì, un’altra coppia sarebbe stata convinta a versare 2.000 euro per l’avvio di pratiche di mutuo per un immobile appena acquistato e interventi edilizi mai esistiti millantando presunti vantaggi da canali bancari.
Tra il 2 e il 6 dicembre 2024, secondo gli inquirenti, Belgacem avrebbe condotto un imprenditore in una zona isolata, intimorendolo con riferimenti ad armi, precedenti penali e minacce esplicite per la sicurezza del figlio minorenne.
C’è anche una truffa online attraverso annunci sui social, video dimostrativi e la consegna di un mazzo di chiavi, i due imputati avrebbero incassato 300 euro da un turista in cerca di un alloggio per le festività, per un appartamento in realtà inesistente.
Particolarmente inquietante, infine, il comportamento all’interno di un istituto scolastico. Belgacem si sarebbe presentato chiedendo di accedere a un’aula per chiarimenti su un presunto episodio. Di fronte al rifiuto di un docente, avrebbe assunto un tono minaccioso, qualificandosi come esponente delle forze dell’ordine e pronunciando frasi atte ad incutere timore. Subito dopo, secondo l’accusa, avrebbe estratto una pistola, mostrandola al professore prima di allontanarsi.
Nonostante la Procura avesse richiesto una misura custodiale, il gip Giuseppe Sidoti ha ritenuto non sussistenti i presupposti per l’arresto. A Belgacem in atto risulta applicato il solo divieto di dimora in città per un distinto procedimento.
(Giovanni Luca Perrone)



