Enna – Il calcio a Enna sta attraversando uno dei momenti più bui della sua storia e il rettangolo di gioco non fa che riflettere le macerie societarie. In un clima del tutto surreale, la squadra è scesa in campo oggi sul campo neutro di Niscemi, a porte chiuse, rimediando un’inevitabile sconfitta per 2-0 contro l’Avola nella settima giornata del campionato di Serie D. Gli ospiti hanno chiuso il primo tempo avanti 1-0, per poi trovare nella ripresa la rete del raddoppio. Prosegue così il calvario della formazione gialloverde, che resta inchiodata all’ultimo posto con un solo punto, mentre l’Avola sale a quota 15.

Un tracollo sportivo che passa quasi in secondo piano rispetto al dramma vissuto fuori dal campo. Da giorni, infatti, non si parla più di sport. Per ben quaranta giorni, lo spogliatoio ha provato a resistere. I calciatori hanno fatto finta di nulla, scendendo in campo per dare il massimo. Ma la situazione è ormai purtroppo insostenibile. La squadra e l’allenatore Alfredo Cimino, attraverso un comunicato sul sito ufficiale, hanno spiegato che non c’è più la tranquillità necessaria per fare il loro lavoro. Non vogliono entrare nelle liti tra la dirigenza e il Comune, ma chiedono solo di poter giocare a calcio con dignità, arrivando perfino a minacciare di fermare ogni attività sportiva.
Dietro questo collasso logistico e psicologico c’è una grave crisi economica. Il presidente Giancarlo Travagin (imprenditore arrivato dal Nord Italia) ha rotto il silenzio. Quando ha comprato l’Enna Calcio, la squadra era già iscritta al campionato. Con la promessa di sponsor pronti ad aiutare e debiti pochi e difficili da sistemare, la realtà dei fatti si è rivelata ben diversa.
Il presidente ha spiegato di aver trovato tantissimi debiti vecchi e nascosti e giocatori che negli anni precedenti non sono mai stati retribuiti. Addirittura una lite legale in corso con il vecchio allenatore Passiatore e, cosa ancora peggiore, ci sono conti bloccati da persone che aspettavano che i loro crediti venissero saldati da ben otto anni. Travagin si chiede se queste persone abbiano aspettato proprio il suo arrivo per chiedere i soldi indietro.
Qui nasce una delle domande più pesanti del presidente. Viste tutte queste vecchie pendenze economiche, come ha fatto la Lega Nazionale Dilettanti (LND) a dare il permesso per far iscrivere l’Enna al campionato? È un dubbio a cui qualcuno dovrà prima o poi rispondere.
Un altro enorme problema riguarda lo stadio. Il “Generale Gaeta” è chiuso dalla scorsa estate per dei lavori. La squadra è quindi costretta ad allenarsi e giocare lontano dalla città. Questo non è solo un fastidio logistico, ma un danno enorme per le casse della società. Travagin aveva in mente un progetto molto importante: unire il calcio alla salute, creando un grande centro sportivo e sanitario. In questo centro potevano allenarsi grandi e bambini, ma senza uno stadio adeguato questo progetto è destinato a fallire.
Su questo punto, il presidente è molto deluso dal Comune. Travagin fa notare che in altre città siciliane le cose funzionano diversamente. A Gela, quando la squadra rischiava di fallire, il sindaco ha chiamato tutti gli imprenditori della città per salvare il calcio locale. A Catania, il Comune ha partecipato attivamente per riprendere lo storico logo della squadra. A Enna, invece, c’è solo silenzio. Nessuno parla, nemmeno i politici dell’opposizione, e il Sindaco ha fatto capire che il calcio non è una priorità.
Negli ultimi giorni c’era stata una piccola speranza. Il Comune aveva chiamato la PLM Management di Pietro Lo Monaco e Domenico Panico, per valutare un nuovo intervento strategico o una transizione societaria. Tuttavia, Domenico Panico ha recentemente chiarito che la PLM è disponibile a subentrare o supportare la squadra solo se si formerà una nuova compagine societaria solida e in grado di garantire le risorse economiche necessarie per la Serie D, confermando che ad oggi non ci sono le condizioni per gestire la squadra in modo sereno.
Arrivati a questo punto, Travagin è pronto a farsi da parte. Non vuole distruggere la squadra e non vuole scappare. È disposto a ridare la società nelle mani del Sindaco, in modo che il Comune possa trovare nuovi proprietari.
L’Enna Calcio si trova così a un passo dalla fine. La squadra può ancora salvare la propria stagione in Serie D, ma il tempo sta per scadere. E questa volta, la partita decisiva non si gioca sull’erba del campo, ma tra le scrivanie del Comune.
(Riccardo Martino)



