16.7 C
Milazzo

Strage di Montagnareale, INDAGATO l’amico di Gatani: SEQUESTRATI I FUCILI DI ALTRI CACCIATORI

Pubblicato il :

C’è un iscritto nel registro degli indagati. Si tratta dell’uomo 53enne che, nel pomeriggio del 28 gennaio, era in una battuta di caccia nel bosco di Montagnareale con i fratelli Davis e Giuseppe Pino di San Pier Niceto e con l’amico abituale Antonio Gatani di Patti, trovati tutti e tre morti crivellati da colpi di fucile. E secondo le prime informazioni che filtrano il “quarto uomo” – così è stato definito – potrebbe non essere l’unico.

- Advertisement -

Al momento non è ancora noto il reato contestato all’uomo nell’ambito delle indagini per il triplice omicidio. Al sospettato sono state sequestrate tutte le armi in suo possesso, che saranno affidate al Ris di Messina perché le analizzino e confrontino i proiettili con quelli trovati nei cadaveri delle vittime. Fucili sequestrati anche a una serie di amici e compagni di caccia dell’82enne Gatani. Anche loro sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati, ma sarebbe un atto dovuto per permettere loro di nominare i propri consulenti durante le perizie balistiche. I fari degli inquirenti sono intanto rivolti sul quarto uomo, amico di Gatani che in fase di interrogatorio si sarebbe più volte contraddetto senza riuscire a fornire una versione convincente dei fatti ai carabinieri della compagnia di Patti. Per gli investigatori coordinati dal Procuratore capo Angelo Cavallo è sicuro che lui fosse con le tre vittime la mattina del 28 gennaio, ma non è chiaro se fosse presente quando l’anziano ha incontrato i fratelli Pino. Per ora la pista più probabile per chi indaga è che il quarto uomo fosse presente durante l’incontro e che abbia aperto il fuoco contro il minore Davis dei due fratelli, quando quest’ultimo era già ferito a terra. Saranno le perizie balistiche e dattiloscopiche degli specialisti del Ris a chiarire da quale arma siano partiti i proiettili e l’esatta sequenza degli spari.

Tutti i colpi sono stati esplosi frontalmente come stabilito dall’autopsia. Non c’è chiarezza nemmeno sul motivo dellla strage . Probabilmente il 44enne Giuseppe e il 26enne Davis Pino stavano cacciando in un territorio in cui non avrebbero dovuto trovarsi. Da un confronto verbale si sarebbe passati alle armi. Una sparatoria a cui avrebbe partecipato – e questo è accertato – almeno un’altra persona oltre alle tre vittime. Quella che ha sparato l’ultimo colpo a bruciapelo da un fucile a pallettoni contro il più giovane dei fratelli, prima di dileguarsi nella boscaglia di contrada Caristia.

(Giovanni Luca Perrone)

- Advertisement -

Articoli Correlati

- Advertisement -spot_img
- Advertisement 4 -spot_img