Conferito a Susanna Tamaro il Taobuk Award for Literary Excellence per aver saputo costruire ponti tra anime e culture, restituendo alla letteratura la sua missione più alta: illuminare il senso dell’umano e del mondo e rivelando, con intensità e autenticità, il potere trasformativo della parola.


E’ avvenuto al Palazzo dei Congressi di Taormina nell’ambito del prestigioso festival internazionale Taobuk, giunto alla XV edizione, dal titolo “Confini”, voluto dalla sua brillante ideatrice e organizzatrice, Antonella Ferrara; e il percepire i limiti come congiunzione, piuttosto che separazione, è stato il fil rouge dell’intero festival.
“Riconciliare il mondo, Susanna Tamaro e la letteratura come ponte tra anime e culture” l’interessantissimo tema dell’incontro puntualmente moderato dalla giornalista Caterina Andò, nel quale ha fatto capolino, e non poteva essere diversamente considerata la letteratura della Tamaro, la questione del “ dolore innocente”.
Eterna domanda dalla quale discende quella sul senso della vita, affrontata dalla Tamaro con profondità, anche a causa del suo vissuto, quando dice “il cammino dí superamento del dolore e un dono che ci aiuta a dare la risposta se si dà un senso alle difficoltà”.
Convinzione nata dal suo approccio spirituale con la natura, che meravigliosa nella sua perfezione, porta a pensare a qualcosa di più grande, dando un senso al suo intrinseco dolore.
Argomento tra l’altro ripreso, con le medesime conclusioni, da Massimo Recalcati, durante il panel pomeridiano, sempre di Taobuk, a Piazza IX Aprile.
Per poi trattare della conflittualità originata dall’incomprensione e silenzi nei rapporti – dice citando il suo “Va’ dive ti porta il cuore” – indicando che per risolvere le guerre “occorre la buona volontà che porta a chiedere perdono”.

Tanta commozione da parte di tutti, quando nel ritirare il premio nella Serata di Gala al Teatro Antico, consegnatole dalla rettrice dell’Università di Messina, Giovanna Spatari, facendo riferimento alle attuali crisi geopolitiche, ha chiesto al mondo di ricordare sempre che “ogni vita è santa, è benedetta”.
Potremmo far parte – ha continuato dialogando con Andó – della “eternità” che si compie dopo la morte solo se durante la vita avremo ascoltato, con l’aiuto dei libri, il nostro cuore “fermati, respira, ascolta il cuore e quando la voce parlerà saprai dove andare”, sono state le sue parole conclusive.
É seguita la premiazione dei lavori curati per Taobuk da Marcella Natale e sono stati premiati per la Miglior Recensione a “Il cuore di un cane” di Susanna Tamaro, rispettivamente, il testo della III classe del Liceo Scientifico Nicosia ed il video delle studentesse Lucrezia Messina e Giulia Aliquó della I Linguistico del Liceo Scientifico Bisazza di Messina.
(Luigi Politi)



