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Taormina. Dal Taobuk Enrico Letta lancia la “quinta libertà” del mercato unico per una UE competitiva

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Al Taobuk, nel Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, Anna Applebaum, Enrico Letta e Alessio Lo Giudice, per riguadagnare una coerenza diplomatica con l’America, hanno immaginato una maggiore crescita tecnologica dell’Europa, sempre conciliabile però con l’umanità.

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Per la Applebaum, Premio Pulitzer per la saggistica 2004, Premio per la Saggistica Speciale 2025 con “Autocrazie”, l’Europa dovrebbe cercare una innovazione utile per rendersi indipendente dalla tecnologia mediatica dell’oltreoceano, in modo da poter creare, senza condizionamenti, “alternative a favore della democrazia”.

 

Lo ha fatto partendo dalla sesta lezione, quella sulla “coerenza”, che Italo Calvino a causa della sua scomparsa non riuscì a tenere all’università di Harvard, ma che, insieme alle altre, è stata pubblicata nel libro “Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio”.

 

E il riferimento alla prestigiosa Università di Cambridge non può essere un caso, dal momento che la scrittrice, con passaporto anche americano, ha parlato della attuale tendenza “a distruggere il potere della conoscenza”, evitabile se si rende l’Europa attrattiva degli scienziati del mondo.

 

Come ha condiviso il presidente Letta, per il quale il nostro continente sembra vittima della “maledizione di De Gasperi”, che – ha detto -, nel primo dopoguerra, sostenne che la ricerca scientifica era un lusso che non ci potevamo permettere.

 

Invece, a suo parere, per recuperare il nostro gap tecnologico, si dovrebbe puntare proprio sulla ricerca scientifica, da condurre a livello continentale, per evitare la dannosa parcellizzazione, facendola diventare la “quinta libertà” di circolazione nel mercato unico, da aggiungere a quella delle persone, merci, servizi e capitali.

 

Quindi, Letta, per l’innovazione, auspica un’ Europa Unita con economie di scala ed una maggiore propensione al rischio di insuccesso.

 

Innovazione che, per Alessio Lo Giudice, Professore ordinario di Filosofia del diritto e Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Messina, dovrebbe “tenere conto dell’etica e del sociale”, poiché, in nessun caso, dovrebbe – richiamando la coerenza di Calvino – andare perso il nostro patrimonio culturale, basato su principi sintetizzabili in un “pensare largo”, foriero della “concreta integrazione pragmatica per superare le parcellazioni ed essere competitivi”, a cui, poco prima, aveva fatto riferimento il presidente Letta.

(Luigi Politi)

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