L’artista Biagio Antonacci, attualmente in tour nello storico e meraviglioso scenario del Teatro Greco di Tindari, (venerdì 17 e sabato 18 luglio alle 21.00 gli ultimi due spettacoli serali, con in più lo “specialissimo” Concerto all’Alba del 18 luglio alle 4.45) si racconta alla nostra Testata Giornalistica online “Sicilia Tabloid”, dopo aver ottenuto ben 10 sold out, segno evidente del grande successo ottenuto dal cantante. Ringraziamo lui e tutto il suo Staff per la disponibilità.

D) Qual è lo spirito con cui porti la tua musica a Tindari e cosa rende questa esperienza diversa dai tuoi soliti grandi live?
R) Oggi noi portiamo la musica qui a Tindari. Oggi portiamo la musica e abbiamo il pubblico nel cuore e nelle mani, cosa che, occupando altri spazi, magari maggiori, magari con più pubblico e più effetti speciali, difficilmente si riesce a ottenere.
D) Come mai, proprio in questa fase della tua carriera, hai sentito l’esigenza di una dimensione così intima, quasi da club?
R) A questo punto della mia carriera mi voglio permettere di guardare il pubblico negli occhi e portarlo a guardare, con i propri occhi, questa meraviglia. Il pubblico deve solamente ascoltare la mia musica così com’è nata, con pochi strumenti, con la poesia che ho cercato di raccontare in questi anni. È un lusso che mi sono permesso e devo ringraziare tutte le persone che sono venute qui e che verranno anche negli altri spazi. Ripeto, ho sempre cantato in spazi più grandi e tornerò a cantare in spazi più grandi, però in questo momento della mia vita volevo cercare una soluzione diversa, cercare di essere più vicino al mio pubblico, perché il pubblico è proprio sotto di me. Sembra un concerto in un club, in un locale, però quando togli i muri hai di fronte la bellezza, in questo caso, di Tindari.
D) Che valore aggiunto ha per te l’idea di risiedere ben dieci giorni nello stesso posto anziché fare un “mordi e fuggi”?
R) Noi staremo dieci giorni, quindi avrò la possibilità di conoscere anche la gente, perché il fatto di essere residenti vuol dire conoscere veramente chi lavora in questi spazi e il popolo che occupa questi spazi: la mentalità, la cucina, la simpatia e l’accoglienza.
D) Questa virata verso l’unplugged e l’intimità è una provocazione o una controtendenza rispetto alle mega-produzioni attuali?
R) Non vado in controtendenza rispetto a nessuno, perché sto facendo una cosa che a me piace senza pensare al resto.
D) Sul palco sarai da solo o dobbiamo aspettarci degli ospiti speciali durante queste date?
R) No, amici ospiti o sorprese non sono previste, ma il mio palco è aperto a tutti i miei colleghi che, di passaggio, verranno a trovarmi e potranno salire sul palco.
D) Cosa ti spinge ad affrontare un tour così diverso dal solito? C’è un pizzico di timore o prevale lo stimolo del cambiamento?
R) La verità è che le scelte coraggiose vanno affrontate. Il coraggio viene quando tu hai curiosità. In questo caso la curiosità è madre, perché questo è un tour dove la curiosità deve essere protagonista e deve essere, sinceramente, il motivo per cui siamo qui oggi.
D) Per chi canta oggi Biagio Antonacci? C’è ancora una componente di autogratificazione o la priorità è un’altra?
R) Canto per chi viene ad ascoltarmi, non canto per me stesso. Quando canto penso sempre a far stare bene le persone che vengono e, in questo caso, a far aprire gli occhi alle persone che vengono, per toccare con l’anima, con le mani e con il cuore certi spazi. Io non ho mai cantato per me stesso, perché mi annoierei. Avrei continuato a cantare nella mia cameretta, di fronte a un muro bianco. Invece io canto perché voglio far stare bene gli altri.
D) Che effetto ti fa vedere sotto il palco fan di generazioni così diverse, spesso figli cresciuti con le tue canzoni in macchina?
R) Mi sorprende vedere le generazioni che cambiano, mi sorprende vedere i figli che vengono ai miei concerti, mi sorprende vedere questo affetto, questo amore, questa voglia di conoscermi e questa voglia di dire: “Mio padre ti ascoltava quando ero piccolo, in macchina si ascoltava la tua musica”. Questa però è una cosa pazzesca, perché io a mia volta ascoltavo nella macchina di mio padre tutto il cantautorato italiano, da De Gregori a Guccini. Poi ascoltavo anche Julio Iglesias e quindi io sono fan di Julio Iglesias perché l’ho ascoltato tramite i miei genitori.
D) C’è una canzone in particolare che ritieni possa riassumere o rappresentare al meglio questo progetto acustico?
R) Non c’è una canzone che rappresenta il progetto live. Non c’è una canzone, perché sono tutte le canzoni.
D) Come hai strutturato la scaletta? Darai spazio solo ai grandi successi o recupererai anche qualche pezzo meno noto?
Quando faccio un tour cerco di accontentare un po’ tutti i fan, raccontando il più possibile della mia storia. Sono molto legato alle canzoni che hanno avuto successo, perché appartengono alla mia storia e perché la gente vuole ascoltarle. Poi, nei bis, canto canzoni che magari non canto mai, perché mi sono preso anche il piacere di fare dei bis di quattro o cinque canzoni. Siccome queste canzoni sono nate con la chitarra, con il pianoforte e, ripeto, e non smetterò mai di ripeterlo, con tutto quello che guardiamo alle spalle (scorcio di mare di Tindari), faremo Tindari».
D) Tindari è solo l’inizio di questo viaggio. Quali saranno i prossimi scenari storici che toccherai e che atmosfera si respira in questi luoghi antichi?
R) L’Italia ha degli spazi meravigliosi, più o meno antichi, ma comunque luoghi dove la gente ha sognato, ha sperato, ha creato ricordi. Proprio qui a Tindari si è saputo parlare di pace.
Le tappe successive del Tour
Lucera (FG) – Anfiteatro Romano:
dal 21 al 22 e dal 24 al 26, dal 28 al 29 e il 31 luglio; 1 e 2 agosto.
Gardone Riviera (BS) – Anfiteatro del Vittoriale:
dal 4 al 5, il 6 e l’8, dal 9 all’11 e dal 13 al 16 settembre.
Pompei (NA) – Teatro Grande:
dal 22 al 25 settembre.
D) Se dovessi racchiudere il messaggio più profondo di questa tua estate in tour in un’unica parola chiave, quale sarebbe?
R) Posso solo dire grazie. Non smettete mai di dire grazie, perché è la parola più moderna che possa esistere ed è la maniera più importante per comunicare la gentilezza.
(Loredana Aimi)
Foto di copertina tratta dalla pagina Facebook ufficiale “Biagio Antonacci”.



