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Verso un approccio proattivo alla conservazione del patrimonio culturale: Ala ovest del quartiere degli spagnoli di Milazzo   

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Verso un approccio proattivo alla conservazione del patrimonio culturale.

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Ala ovest del quartiere degli spagnoli di Milazzo

 

Si è svolta ieri, 20 giugno in occasione del solstizio d’estate, un interessante incontro culturale presso l’Antiquarium di Milazzo. L’Associazione Italia Nostra capitanata da Guglielmo Maneri in sinergia con la talentuosa architetta Laura Terranova, hanno parlato in merito alla passione che  li accomuna, ovvero: quel patrimonio di beni storici, archeologici, architettonici, cosiderati una preziosa, ma anche fragilissima, eredità di cui ciascun cittadino è al tempo stesso custode e fruitore. Un “unicum” dal valore irriproducibile e irripetibile della società di cui sono emanazione, dai forti connotati estetici ed espressivi ai quali gli si riconosce un valore storico, etico, ma anche economico.

In particolare l’architetto Terranova, sposando il tema della rivalutazione di questo dimenticato bene culturale ed al fine di sollecitare le autorità e la Soprintendenza dei Beni Culturali, ha fatto la sua personale proposta di valorizzazione (l’ interessante tesi di laurea) dell’antica ala ovest di quella porzione di città sottostante il castello, che era il quartiere degli spagnoli. Oggi chiuso, trasformato attraverso incaute stratificazioni  edilizie moderne, fortunatamente solo in parte, in quanto ha un’ampia estensione in lunghezza; come ci ha mostrato dalle cartografie che essa stessa ha studiato e attraverso la tecnologia moderna di un drone con veduta dall’alto,che ha ripreso e mostrato in tutto il suo splendore il sito in questione.Il tutto sotto l’occhio attento ed interessato di un vasto pubblico presente,che pur vivendo da tanti anni a Milazzo, non si era reso conto di quale bene prezioso si celasse dietro quell’apparente portone con volta, sul laterale sinistro della salita che porta  al castello.

La Terranova ci racconta che in sostanza era il prolungamento della parte est dove adesso sorge il pregevole Antiquarium, dal quale era un tempo collegato da una arcata divisoria, una steccata muraria che divideva nettamente  la parte bassa da quella cosidetta alta, della città di Milazzo. Una netta divisione si funzionale  ma che ai tempi ostacolava lo scambio commerciale fra queste porzioni di città. Un momento interessante è stato anche quello durante le spiegazioni di Carmelo Fulco, guida e socio direttivo di Italia Nostra, che con la sua preparazione ci ha affascinati e delucidati in materia di  beni archeologici, in particolare di quelli rinvenuti nelle diverse zone della città e preziosamente custoditi all’interno dell’antiquarium (fruibile ed aperto al pubblico).

Il pomeriggio è stato arricchito infine, dalle estemporanea pittoriche di urban sketcher (artista che disegna sul posto, all’aperto o al chiuso, che documenta il mondo attraverso disegni in loco, le proprie esperienze e in tempo reale). Erano presenti anche studenti, bambini  e la pittrice Laura Marchese che ha raffigurato in sole due ore, il prospetto del quartiere oggetto di studio, utilizzando una cartolina di fine ’800.

Momento di condivisone e confronto, nella parte finale dell’incontro, da parte del presidente dell’associazione culturale Italia Nostra Guglielmo Maneri che ha spiegato le motivazioni per cui diventa fondamentale la valorizzazne di un bene di valenza storica. Perché il patrimonio culturale deve essere valorizzato? L’importanza del patrimonio culturale è la ragione per cui se ne parla spesso in termini di protezione, conservazione, valorizzazione. Nel loro complesso, infatti, i beni che compongono il patrimonio culturale di un popolo ne mantengono viva la memoria, trasmettendo alle future generazioni valori e conoscenze.

“L’interesse per il recupero e la valorizzazione dei beni culturali è un tema al centro di un ampio dibattito, che verte su tutti gli aspetti relativi al patrimonio artistico e coinvolge istituzioni pubbliche e di ricerca, esperti del settore e professionisti. Esso trae nutrimento dall’humus culturale delle civiltà del mondo antico. La nostra cttà, seppur piccola ospita un patrimonio di bellezze artistiche, unico notevole, ma  tanto meraviglioso quanto fragile. Sempre più rilevante diventa cosi, stabilire un forte legame interdisciplinare che lega storia, metodologie, scienza e restauro, per fare di ogni progetto d’intervento sui beni culturali, una vera e propria attività di ricerca applicata.”

Infine aggiunge l’architetta Terranova: Partendo da una visione pro attiva  che oggi sta alla base della consevazione del patrimonio storico, diventa necessario un approccio che non si limiti ad intervenire sui beni culturali quando sono già a rischio, ma è di fondamentale importanza anticipare il problema e lavorare per prevenirlo. ”Tutto ciò comporta l’esigenza di un salto di qualità per chiunque voglia affrontare in modo moderno e professionale un’attività in questo settore con doveroso rispetto, attraverso in primis, del riconosimento della materia storica, poi di accurate  indagini diagnostiche, e lo studio dei materiali, al fine di intervenire utilizzando  tecniche e materiali compatibili con quelli originali, onde evitare  danni irreversibili. <<Difatti ogni errore in campo di beni culturali è irreversibile e definitivo conclude ella, prendendo in prestito questa citazione  da uno studioso di storia dell’arte.

Pertanto proteggere il patrimonio culturale significa non solo preservare i beni materiali e immateriali, ma anche promuovere la consapevolezza della loro importanza, attraverso tre fondamentali azioni interdipendenti, quali: Il restauro e la conservazione dei beni. L’educazione e sensibilizzazione, attraverso programmi educativi che informino il pubblico sull’importanza del patrimonio culturale e sulle modalità per preservarlo; La progettazione responsabile ad opera di architetti e urbanisti che devono tenere in considerazione l’importanza dei siti storici durante lo sviluppo urbano, integrando la conservazione con la modernizzazione.

(Lucilla Anzalone)

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