Clima teso e braccia incrociate alla centrale A2A di San Filippo del Mela. Lo sciopero indetto dalla Cgil insieme alle categorie Fiom, Fillea e Filcams ha registrato un’alta adesione, trasformando il sito industriale nell’epicentro di una protesta che coinvolge non solo i dipendenti diretti, ma l’intero indotto della Valle del Mela. Le sigle sindacali denunciano una situazione di incertezza che grava su centinaia di famiglie.

“La situazione della centrale A2A non è più solo un problema industriale, è diventata una ferita aperta per tutta la Valle del Mela. Da settimane i lavoratori chiedono risposte, e da settimane ricevono solo silenzio, rinvii e frasi di circostanza. A rischio 136 lavoratori diretti e oltre 250 dell’indotto. Questo non è accettabile”. A scriverlo in una dura nota il candidato sindaco Peppe Falliti, esponente di “Controcorrente”.
“Oggi esprimiamo solidarietà piena e convinta ai lavoratori in sciopero, perché la loro battaglia non riguarda solo il posto di lavoro: riguarda la dignità di un territorio che ha dato tutto, salute, ambiente, sacrifici, e che adesso rischia di essere ripagato con l’ennesimo abbandono- prosegue il documento-.
È inaccettabile che un’azienda delle dimensioni di A2A, con bilanci solidi e un ruolo nazionale, non abbia ancora presentato un piano industriale serio e adeguato ai nuovi scenari. È inaccettabile che si parli di tagli, ridimensionamenti e “non essenzialità” senza assumersi la responsabilità di dire cosa ne sarà dei lavoratori, dell’indotto, delle famiglie”.
“La Valle del Mela non può essere trattata come una casella da spuntare nella transizione energetica- incalza-. La transizione non può diventare una scusa per tagliare posti di lavoro e svuotare un’area industriale strategica, lasciando dietro di sé solo capannoni vuoti e promesse mancate.
Chiediamo con forza:
che si aprano subito dei tavoli regionali e nazionali;
che A2A metta sul tavolo un piano chiaro, non un documento vago o provvisorio;
che Governo e Regione escano dall’ambiguità e assumano una posizione netta;
che venga istituito un tavolo permanente, con tempi certi e impegni verificabili;
che ogni ipotesi di riconversione garantisca lavoro vero e stabile, non soluzioni di facciata.
I lavoratori non possono essere lasciati soli a difendere il futuro di un intero territorio- conclude-. Siamo al loro fianco oggi e lo saremo finché non arriveranno risposte concrete. La Valle del Mela ha giàpagato abbastanza. Adesso pretende, e merita, rispetto, verità e lavoro”.



