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ISTITUTO ZOOPROFILATTICO di Barcellona, INDAGATO IL DIRETTORE per frode e gestione illecita di rifiuti

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Caso Istituito Zooprofilattico di Barcellona: c’e’ un indagato nell’ambito dei rilievi della Procura sfociati nel sequestro d’urgenza dei locali dismessi effettuato dai reparti dei carabinieri del Naso e dei Nas di Catania nella sede Adelmo Mirri, risultata inagibile. Il gip Giuseppe Caristia ha convalidato il sequestro d’urgenza e allo stesso tempo, ultimate le verifiche preliminari che consentiranno il proseguo delle indagini giudiziarie, ha disposto il dissequestro dell’immobile per consentirne la bonifica, con lo smaltimento dei rifiuti speciali rinvenuti all’interno dell’edificio.

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L’indagato è il direttore Vincenzo Di Marco Lo Presti, 64 anni, originario di Caltavuturo, che guida la sede da 22 anni. La Procura di Barcellona gli contesta due distinti capi di imputazione. Il primo è frode nelle pubbliche forniture, poiché Lo Presti, in qualità di direttore dell’Istituto zooprofilattico nell’area di Barcellona, avrebbe validato strumenti di laboratorio e di analisi microbiologiche utilizzando piastre, terreni di coltura o reagenti scaduti di validità. Il secondo capo di imputazione riguarda invece la gestione illecita di rifiuti. In particolare, addebitati la raccolta e il deposito di rifiuti pericolosi di natura sanitaria senza la prescritta autorizzazione, in violazione del Testo unico sui rifiuti.

Le indagini continueranno per chiarire eventuali responsabilità aggiuntive.

L’area sottoposta a sequestro si presentava in condizioni di evidente incuria: erbe infestanti, transenne abbandonate e strutture fatiscenti evidenziano una mancata manutenzione da anni, in netto contrasto con la funzione pubblica e sanitaria dell’Istituto, fondamentale per i controlli su alimenti di origine animale, vigilanza su macellerie, esercizi del settore e attività di sicurezza alimentare.

Il provvedimento, coordinato dalla sostituta procuratrice Veronica De Toni, segue le verifiche della direttrice generale Francesca Di Gaudio e sottolinea come locali dichiarati inagibili siano stati utilizzati in modo inadeguato , con gravi rischi per la salute pubblica e per l’affidabilità delle certificazioni rilasciate dal centro.

(Giovanni Luca Perrone)

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