Il progetto “Parco tra i Mari” prosegue il suo percorso amministrativo, con l’obiettivo – come sottolinea l’Amministrazione comunale – “di trasformare l’area dell’ex stazione ferroviaria in uno spazio riqualificato e fruibile per la collettività”.

Nessuna revoca in autotutela della delibera approvata dal Consiglio comunale l’11 febbraio scorso.
È questa, in sintesi, la posizione dell’Amministrazione dopo la segnalazione del 17 febbraio scorso con cui il consigliere comunale di Controcorrente Damiano Maisano aveva chiesto di annullare l’atto, sollevando presunte criticità nel Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE).
Secondo quanto chiarito dagli uffici del settore tecnico e pianificazione strategica in una lettera inviata a tutte le autorità coinvolte da Maisano, “non emergono elementi tali da giustificare la revoca della deliberazione n. 10/2026”. L’iter amministrativo, dunque, proseguirà regolarmente.
Il progetto, finanziato nell’ambito del Fondo per la progettazione territoriale nel 2021 – si legge – riguarda la riqualificazione e la messa in sicurezza dell’area dell’ex stazione ferroviaria, oggi in stato di abbandono. Proprio le condizioni del sito – e in particolare dell’edificio della stazione, descritto come in pessimo stato di conservazione e con criticità anche strutturali – rappresentano uno dei punti centrali dell’intervento. “La situazione attuale, viene sottolineato, comporta problemi di sicurezza e un potenziale rischio per la pubblica incolumità, oltre a limitare la fruizione dell’intero comparto urbano. Il piano prevede la sistemazione delle aree verdi, la creazione di un contesto paesaggistico ordinato, il recupero dell’immobile dell’ex stazione e la valorizzazione degli spazi aperti, con integrazione di funzioni legate alla mobilità e ai servizi. L’obiettivo dichiarato è restituire alla città un’area oggi degradata, rendendola sicura e accessibile”.
Nella nota di risposta si precisa inoltre che il progetto è coerente con le finalità del Decreto 10 giugno 2022, che prevede contributi per la progettazione definitiva ed esecutiva di interventi di messa in sicurezza del patrimonio pubblico. “L’intervento, dunque, rientra pienamente nel perimetro previsto dal finanziamento”.
Ci si sofferma poi sulla questione riguardante la presenza, in due elaborati tecnici integrativi (relazioni geologica e idraulica), dell’indicazione di un Comune diverso da Milazzo. “Si tratta di meri refusi materiali, privi di effetti sulla validità dei dati, dei calcoli e delle conclusioni tecniche”. E a supporto di tale interpretazione viene richiamata una nota dello Studio associato Caniparoli “Geologia e Ambiente” che ha prodotto il lavoro e che conferma come gli errori non incidano sulla correttezza tecnico-scientifica degli elaborati. Ulteriore elemento ritenuto decisivo è poi “il parere favorevole espresso dal Servizio Geologico Sicilia Orientale dell’Ufficio del Genio Civile di Messina del luglio 2025, che ha attestato la compatibilità del progetto con le condizioni geomorfologiche dell’area, senza evidenziare criticità idrauliche. Il parere riguarda il livello del PFTE, mentre eventuali ulteriori prescrizioni potranno emergere nella successiva fase di progettazione esecutiva, come previsto dalla normativa”. Alla luce dell’istruttoria svolta – conclude la nota – si conferma quindi la validità tecnica del progetto e la regolarità del procedimento. “Non ci sono, pertanto, ragioni idonee a giustificare la revoca in autotutela richiesta dal consigliere Maisano”.



