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L’ULTIMO VALZER del “Cielo in una stanza”: ADDIO A GINO PAOLI, il poeta che dipinse il mare

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Si è spento a 91 anni l’uomo che ha dato una voce all’anima malinconica e raffinata dell’Italia. Gino Paoli non era solo un cantautore: era il profumo della salsedine, il fumo di una sigaretta in un bianco e nero d’altri tempi, il battito di un cuore che non ha mai smesso di cercare “senza fine”.

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Il destino sembra aver voluto ricongiungere, a soli quattro mesi di distanza, le due metà di una mela artistica e sentimentale che ha fatto sognare intere generazioni. La scomparsa di Ornella Vanoni aveva già lasciato un vuoto incolmabile; oggi, con la partenza di Gino, cala definitivamente il sipario sulla storia d’amore più tormentata, iconica e poetica della canzone italiana.

“Eravamo due matti che si riconoscevano tra la folla,” dicevano spesso. Un legame fatto di musica, sguardi e canzoni diventate parte del nostro DNA collettivo.

Non è possibile riassumere Paoli in una nota, ma ci sono melodie che restano incollate alla pelle: “Sapore di sale”, l’inno assoluto dell’estate italiana, capace di fermare il tempo sulla riva del mare; “Il cielo in una stanza”, la rivoluzione della musica leggera, dove il soffitto viola diventava l’infinito; “Senza fine”, dedicata proprio alla sua Ornella, un cerchio magico che oggi, purtroppo, sembra chiudersi.

Oggi l’Italia è un po’ più silenziosa, ma basterà chiudere gli occhi e ascoltare il rumore delle onde per ritrovare quel “Sapore di mare” che Gino ci ha regalato per sempre, scritta, fra l’altro, nella vicina Capo d’Orlando.

(Loredana Aimi)

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