È una partenza in piena tempesta quella della nuova amministrazione comunale di Merì. Quella che doveva essere la solenne e formale seduta di insediamento del nuovo Consiglio Comunale si è trasformata in un durissimo terreno di scontro istituzionale. Al centro della polemica, un presunto e clamoroso “buco amministrativo” legato alle procedure di convocazione dei consiglieri, che secondo l’accusa inficerebbe la regolarità stessa dell’assemblea.

Il guanto di sfida è stato lanciato direttamente all’indirizzo del Consigliere Comunale e Vicesindaco Arcoraci, invitato senza mezzi termini a studiare con maggiore attenzione il Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, con particolare riferimento all’articolo 15, commi 5 e 6. Norme che regolano in modo tassativo la notifica degli avvisi per i consiglieri non residenti nel territorio comunale.
Il regolamento parlerebbe chiaro: i consiglieri non residenti hanno dieci giorni di tempo dalla proclamazione per designare un domiciliatario nel Comune. Fino a quel momento, la legge impone che l’avviso di convocazione sia affisso all’albo pretorio e una copia spedita al domicilio anagrafico tramite raccomandata postale con avviso di ricevimento. Passaggi burocratici rigidi, posti a tutela della democrazia assembleare, che in questa occasione non sarebbero stati minimamente rispettati.
La replica alle accuse di assenza ingiustificata è netta e documentata. “Solo in data 11 giugno 2026 alle ore 15:08 mi è stata notificata dalla Polizia Municipale di Barcellona Pozzo di Gotto la comunicazione di avvenuta elezione e la richiesta di indicazione del domicilio”, spiega il consigliere interessato. Tuttavia, della formale convocazione per la seduta consiliare, fissata per lo stesso giorno alle ore 19:00 – appena quattro ore dopo –, non vi sarebbe stata alcuna traccia ufficiale, né alcuna comunicazione di mancata consegna lasciata dai vigili urbani.
«Come si può parlare di una seduta legittima se questi passaggi burocratici FONDAMENTALI non sono stati rispettati? Non si sta cercando di rendere un caso politico la mia assenza, ma di fare chiarezza su un evidente buco amministrativo che state goffamente nascondendo dietro vuota “poesia”»
Lo scontro si sposta quindi sul piano della competenza e della storia politica personale. Con oltre vent’anni di esperienza amministrativa alle spalle e una residenza storica a Barcellona Pozzo di Gotto, il già vicesindaco nonché candidato sindaco Nino Siracusa, sottolinea come in due decenni le notifiche siano sempre arrivate nel pieno rispetto dei termini e delle formalità di legge. “Stranamente, solo ora si sono manifestati questi problemi. Non sarà che forse si sia trattato di un caso di scarsa esperienza amministrativa?”
La lettera si conclude con una formale richiesta di prove concrete a supporto delle insinuazioni sollevate dal vicesindaco Carmelo Arcoraci e con la richiesta di immediate delucidazioni sul caos notifiche. La posizione della dissidenza è ormai trincerata dietro un principio di legalità formale: “Sono io la parte lesa che non ha ricevuto la documentazione necessaria per partecipare alla seduta. Invece di puntare il dito contro gli altri, si rifletta sul proprio operato e si cerchi di porvi rimedio”.



