I dati diffusi da Openpolis sui divari territoriali nelle strutture sportive scolastiche fotografano una realtà che denunciamo da tempo: il diritto allo sport e all’educazione non è garantito in modo uguale su tutto il territorio nazionale, dicono la Cgil e la Flc Messina che commentano l’ultima indagine che rileva nuove diseguaglianze territoriali.
Solo il 38% circa degli edifici scolastici italiani – sottolineano dal sindacato – dispone di una palestra o di una piscina.

Un dato già di per sé insufficiente – dicono -, ma che diventa ancora più grave se letto alla luce dei forti squilibri territoriali: mentre alcune regioni superano il 50%, altre – soprattutto nel Mezzogiorno – restano drammaticamente indietro.
La Sicilia si colloca tra le aree più penalizzate, con una carenza strutturale che incide direttamente sulla qualità dell’offerta educativa e sulle opportunità di crescita delle nuove generazioni.
È l’osservazione della Cgil, che riflette sul fatto che nelle aree interne e periferiche, dove la scuola rappresenta spesso l’unico presidio educativo e sociale, la mancanza di palestre diventa un fattore di esclusione.
A Messina e nella sua provincia – evidenziano la Cgil e la Federazione sindacale – questa carenza è evidente: troppe scuole sono prive di spazi adeguati, mentre aumentano le difficoltà sociali ed educative. Su 528 edifici scolastici in provincia, solo 118, pari al 23% hanno una palestra.
“A Messina città si arriva al 31% – osserva il segretario generale della Cgil Messina, Pietro Patti – le risorse del Pnrr servivano per colmare i divari territoriali. Analizzando i dati, dalla piattaforma OpenPnrr si evince che né il Comune di Messina, né la Città metropolitana, hanno intercettato queste risorse. Solo 2 interventi sono previsti per la realizzazione di nuove palestre, una a Santa Teresa di riva e una a Sant’Agata di Militello”.
Non si tratta solo di sport – dicono la Cgil e la Flc – si tratta di contrasto alla dispersione scolastica, di salute, di inclusione sociale.
I dati dimostrano che a fare sport sono soprattutto i ragazzi provenienti da famiglie con maggiori risorse economiche e culturali.
Senza strutture pubbliche accessibili, queste disuguaglianze si aggravano.
“Da qualche anno – dichiara la segretaria generale della Flc Messina, Patrizia Donato – è stata inserita la figura dell’insegnante di educazione motoria anche nella scuola primaria, ma le scuole messinese non hanno le palestre. Un paradosso tutto italiano”.
Per la Cgil e la Federazione della conoscenza, non è accettabile che il futuro dei giovani dipenda dal luogo in cui nascono.
Servono scelte politiche chiare: investire nella scuola pubblica significa investire nella coesione sociale e nello sviluppo del territorio. Messina, come del resto della Sicilia, serve un intervento straordinario per colmare un ritardo strutturale che pesa sul futuro delle nuove generazioni.



