Il segretario provinciale giovanile Santi Coniglio rompe il silenzio dopo il flop alle amministrative: «Antonio paga colpe non sue. Senza investire sulle nuove leve, la sconfitta diventerà la normalità».
Il post-voto delle elezioni amministrative a Messina si trasforma in una polveriera per Forza Italia. Le dimissioni fulminee di Antonio Barbera da segretario cittadino, arrivate a ridosso di un risultato elettorale definito senza mezzi termini “deludente”, hanno aperto una faglia profonda all’interno del partito. A sollevare il velo sulle tensioni interne è Santi Coniglio, segretario provinciale di Forza Italia Giovani Messina, che descrive uno scenario di solitudine politica e mancato supporto da parte dei vertici.

Coniglio esprime “estremo sgomento e dispiacere” per l’addio di Barbera, definendolo un professionista serio, un amico sincero e un alleato leale. Ma è l’analisi politica del leader dei giovani azzurri a scuotere l’ambiente: «Purtroppo, Antonio paga anche colpe non sue. È stato lasciato troppo spesso da solo in questa campagna elettorale e nell’organizzazione della lista a supporto della coalizione del candidato sindaco di centrodestra Marcello Scurria.»
Secondo la ricostruzione del movimento giovanile, Barbera avrebbe dovuto farsi carico di un peso organizzativo immenso senza il dovuto paracadute del partito locale, affrontando una sfida complessa che ha poi portato al flop delle urne.
Il j’accuse di Coniglio mette in luce una gestione a due velocità. Se il capoluogo piange, la provincia azzurra sorride. Il movimento giovanile rivendica infatti una crescita esponenziale sul territorio messinese, citando i successi decisivi ottenuti in comuni chiave come Milazzo e Giardini Naxos, dove il contributo delle nuove leve è stato determinante per la vittoria del centrodestra. Un contrasto evidente che, secondo i giovani forzisti, dimostra come il fallimento di Messina non sia strutturale, ma figlio di una precisa miopia strategica.
La sezione giovanile non ci sta a fare da semplice comparsa e mette sul tavolo richieste precise che durano ormai da mesi: l’istituzione di una segreteria cittadina fisica per il movimento giovanile, indispensabile per fare base sul territorio; la riattivazione immediata del progetto SPL (Studenti per le Libertà), l’associazione universitaria rimasta totalmente inattiva a Messina.
In vista della successione a Barbera, Coniglio precisa che il problema non è legato alle capacità del singolo (“Non chiediamo un segretario più bravo, quelle qualità le aveva già Antonio”), ma al metodo.
L’appello finale suona come un vero e proprio ultimatum alla dirigenza del partito: se non si costruirà una rete di congiunzione reale tra la base, il movimento giovanile e i processi decisionali, il disastro di Messina non sarà più un incidente di percorso.
«C’è il rischio concreto – conclude Coniglio – che questa sconfitta diventi qualcosa di tristemente ordinario e abituale». Senza i giovani, lo spazio politico di Forza Italia a Messina rischia di farsi sempre più stretto.



