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Barcellona, L’ARTISTA CHE SI FECE CANE: tra i rifiuti del fiume nasce LA REALTÀ SOSPESA di “Archivio Discontinuo”

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Il Vicolo I Mandanici si trasforma in una finestra su un mondo altro. La stanza di O’DA (Orecchie D’Asino) inaugura il ciclo di mostre che ripercorre le storiche residenze artistiche siciliane, tra museruole, istinto e riflessioni sulla schiavitù del sistema.

 

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C’è un vicolo, nel cuore di Barcellona Pozzo di Gotto, dove il tempo sembra aver preso una direzione diversa. Attraversando Vicolo I Mandanici, lo sguardo viene rapito da una vetrina che interrompe la quotidianità urbana: è l’Archivio Discontinuo, un ciclo di mostre che riporta alla luce il tesoro visivo e concettuale accumulato tra il 2018 e il 2021 durante le residenze “Discontinuo / an open studio”.

Oggi quello spazio, che trasuda storia e segni del passato, apre le porte a un’esperienza sensoriale e antropologica: “La stanza di OD’A”, dedicata al collettivo Orecchie D’Asino.

Al centro dell’esposizione c’è GODDOG, un’opera che è insieme una provocazione e un atto di sopravvivenza. Qui, l’artista non sale su un piedistallo, ma scende a quattro zampe. Si reincarna nel corpo di un cane abbandonato, muovendosi tra le macerie e i detriti di un fiume prosciugato che diventa scenario metafisico: “La figura dell’artista si confonde con quella di un cane senza padrone”, spiegano gli autori. Attraverso un video crudo e magnetico, la “voce canina” del protagonista riflette sulla propria condizione non appena la museruola viene sciolta. È un’indagine feroce sul servilismo dell’uomo moderno e sul morboso attaccamento a un sistema che ci rende schiavi, negando lo spirito creativo a favore dell’automatismo.

L’opera non è nata in un asettico studio d’artista, ma nel letto arido di un fiume usato per anni come discarica a cielo aperto. Un percorso di tre chilometri che Orecchie D’Asino ha diviso in tre stazioni esistenziali: l’abbandono tra le ceneri, il rifiuto tra pile di pneumatici e manichini, e infine la consapevolezza, dove il cane smette di cercare il padrone per ritrovare il proprio istinto. L’impatto per chi visita la mostra è totale: la stanza è stata trasformata in quel non-luogo, evocato dal profumo della pampas di fiume e da oggetti recuperati durante le riprese, creando un “cortocircuito” tra la realtà del video e lo spazio fisico della galleria.

“La stanza di OD’A” non è solo una celebrazione nostalgica di una residenza passata, ma un monito attuale sulla necessità di lasciarsi trasportare dal caso e dalla vocazione, rifiutando i meccanismi passivi della produzione e del consumo. Per chiunque si trovi a passare per Barcellona Pozzo di Gotto, la vetrina di Vicolo I Mandanici è oggi un invito a fermarsi, a guardare attraverso quel vetro e, forse, a ritrovare il proprio fiuto.

INFO UTILI
Mostra: La stanza di OD’A / Archivio Discontinuo
Date: Dal 1° al 30 aprile
Luogo: Vicolo I Mandanici, Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
Web: www.orecchiedasino.com

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