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GIUSTIZIA, Azione alza le barricate: «I TRIBUNALI di PATTI e BARCELLONA NON SI TOCCANO»

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Presentata un’interrogazione parlamentare al Ministro Nordio contro l’ipotesi di accorpamento avanzata dall’ANM. Grasso: «Criteri numerici irragionevoli, la prossimità non è un optional».

 

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Non è solo una questione di numeri, ma di presidio di legalità e diritto alla difesa. La segreteria provinciale di Azione Messina dichiara guerra aperta all’ipotesi di accorpamento dei tribunali siciliani, un piano basato su criteri puramente statistici avanzato dall’Associazione Nazionale Magistrati. Nel mirino ci sono, in particolare, i presidi giudiziari di Patti e Barcellona Pozzo di Gotto, la cui chiusura rappresenterebbe, secondo il partito di Calenda, un colpo letale per il territorio.

Per fermare il progetto, l’On. Antonio D’Alessio ha depositato un’interrogazione parlamentare rivolta direttamente al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. L’obiettivo è chiaro: congelare una riforma che appare “irragionevole” e riportare al centro del dibattito le esigenze reali dei cittadini e degli operatori del settore.

La levata di scudi è corale. Letterio Grasso (Segretario provinciale), Diana Zingales (referente di Patti) e Fabrizio Zingales (segretario di Barcellona P.G.) hanno espresso in una nota congiunta la loro ferma opposizione:

«Si tratta di una prospettiva inaccettabile. Chiudere questi tribunali significherebbe penalizzare ulteriormente un comprensorio vastissimo, che include l’area dei Nebrodi, già orfana del tribunale di Mistretta. Non possiamo permettere che la giustizia diventi un servizio lontano e irraggiungibile».

Azione sottolinea un paradosso: i tribunali di Patti e Barcellona funzionano, e pure bene. Nonostante le croniche carenze di personale, entrambi i palazzi di giustizia si sono distinti a livello nazionale per la capacità di smaltimento dei carichi di lavoro.

Obiettivi PNRR: raggiunti e superati con largo anticipo rispetto alle scadenze.

Produttività: sopra la media nazionale anche in situazioni di emergenza.

Secondo i rappresentanti di Azione, penalizzare uffici giudiziari che hanno dimostrato tale efficienza sarebbe un controsenso logico e amministrativo.

L’interrogazione parlamentare chiede a Nordio di ignorare i “criteri ragionieristici” dell’ANM e di invertire la rotta. Invece di tagliare, il Governo dovrebbe investire nel rafforzamento degli organici per garantire la cosiddetta “giustizia di prossimità”.

«La tutela dei cittadini passa dalla presenza dello Stato sul territorio», concludono i vertici messinesi di Azione. «Chiediamo cautela e buon senso: la giustizia non è un’azienda che deve solo far quadrare i conti, ma un diritto costituzionale che deve restare vicino a chi ne ha bisogno».

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