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Messina. Percorso di formazione socio-politico diocesano: svolta con Mons. Costa la seconda giornata con a tema “Il fondamento biblico”

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“Il fondamento biblico” della dottrina sociale della Chiesa è stato il tema del secondo appuntamento del percorso di formazione socio-politico dal titolo Ri-Partecipiamo, che, organizzato dall’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro, retto da P. Sergio Siracusano, si è svolto ieri sera al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Messina.

Dopo i saluti di P. Sergio e l’introduzione del prof. Giuseppe Bottaro, che ha fatto anche gli onori di casa per il dipartimento, ha appassionatamente e accuratamente relazionato Mons. Giuseppe Costa, Ordinario di Sacra Scrittura presso l’istituto Teologico San Tommaso di Messina, citando  le fonti bibliche della Dottrina Sociale della Chiesa.

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Ha cominciato dal Libro della Genesi dal quale ha fatto discendere la “parità di genere” – prevista anche nei “Principi fondamentali” della Costituzione Italiana  -, dal momento che “Dio ha creato il maschio (puntuto) e la femmina (perforata) – ha detto utilizzando la traduzione dei relativi termini ebraici – che uniti  (quasi come le uniche due tessere di un puzzle ndr) formano l’essere terrestre a sua immagine e somiglianza.

E sempre dai testi sacri del Vecchio Testamento, Mons. Costa fa derivare  le fonti del principio cardine della Dottrina Sociale, cioè quello di giustizia, senza il quale si va contro la volontà di Dio e si creano le condizioni per il disordine sociale: sfruttamento del lavoro, oppressione dello straniero e dei deboli, guerre.

È meglio avere poco ed essere giusti, non opprimerai lo straniero e non ti schiererai con l’ingiusto sono infatti le massime citate ricavate dal Libro sei Proverbi, Esodo e Amos.

Ma è propio il “Comandamento dell’amore di Gesù” – ha detto il relatore – il fondamento totalizzante della Dottrina Sociale, in quanto interpellando la “coscienza“ conduce a praticare la giustizia in tutti i settori della vita, mediante la “diaconia”, cioè il servizio dell’uomo per il bene sociale attraverso la sussidiarietà, la solidarietà, la fratellanza e l’impegno ad essere “operatore di pace”, estremamente necessario – ha sottolineato- nell’attuale contesto storico.

Quindi non la “spiritualità”, ma il “mondo” è la missione principale del Cristiano, che è chiamato, in linea con la finalità del percorso di formazione Ri-Partecipiamo, a dare il suo contributo affinché si realizzi la Dottrina Sociale della Chiesa.

E la Chiesa – ha concluso con chiaro riferimento al recente attacco del presidente americano a Leone XIV – non solo ha la possibilità, ma anche il dovere di dire la sua su argomenti che riguardano il Creato e la vita sociale, implicante la dignità dell’uomo e la pace.

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